Inchiesta sui rifiuti: sequestro a casa di un imprenditore

Nel mirino della polizia municipale un terreno e alcuni locali L’indagine nata dal ritrovamento di 50 tonnellate di scarti tessili

CASCINA. Immobile sottoposto a sequestro preventivo. L’avviso al cancello dell’abitazione dell’imprenditore Alberto Rocchi di Cascina non è passato inosservato. E lui stesso ha pubblicato su Facebook le foto dei controlli effettuati dalla polizia municipale – lamentandosene per come, a suo dire, sono stati svolti – a casa sua. Controlli e perquisizioni sono stati delegati ai vigili dalla Procura di Pisa che indaga per fare chiarezza sulle responsabilità penali relative all’abbandono di circa cinquanta tonnellate di rifiuti tessili, sequestrati nelle scorse settimane a Navacchio, in via del Nugolaio. Un’enorme quantità di rifiuti ammassata senza regola e senza la minima precauzione per arginare il rischio incendi.

Quello che la polizia municipale di Cascina sta mettendo insieme è un puzzle piuttosto complesso, che unisce Cascina e l’area di Prato, in particolare aziende tessili gestite da cinesi. Dalla società “Cascina Servizi & Recuperi”, affidata a quello che gli inquirenti considerano un prestanome, i vigili sono arrivati a casa dell’imprenditore Rocchi dove sono stati sequestrati altri rifiuti della stessa tipologia e liquami, portati dall’area pratese in via dei Piastroni in un terreno vicino all’abitazione dello stesso Rocchi, immobile che nei giorni scorsi è stato perquisito tranne nei locali dove abita la sorella dell’imprenditore.


La Procura cerca riscontri su una possibile gestione illecita di rifiuti. Sebbene le indagini, condotte in maniera congiunta a Cascina e Prato, siano coperte da riservatezza, è emerso che sono stati sequestrati documenti giudicati interessanti che ricostruiscono rapporti tra l’imprenditore e il prestanome della società “Cascina Servizi & Recuperi” con quasi cento aziende cinesi dell’area pratese.

Nel corso della perquisizione i vigili hanno riscontrato anche abusi edilizi, la costruzione senza autorizzazione di alcuni locali che sono stati sequestrati insieme al terreno. Una vasta indagine che andrà a colpire anche chi ha affidato i rifiuti all’imprenditore eludendo i costi di smaltimento.

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