Nuova gestione per la casa albergo Villa Bertelli

PONTEDERA. Presentata nei giorni scorsi la nuova gestione della casa albergo Villa Bertelli a cura di Pontedera Assistenza. A presiedere l’evento vi erano la presidentessa della cooperativa sociale...

PONTEDERA. Presentata nei giorni scorsi la nuova gestione della casa albergo Villa Bertelli a cura di Pontedera Assistenza. A presiedere l’evento vi erano la presidentessa della cooperativa sociale Pontedera - Centro assistenza per anziani, malati, disabili, Enrica Cioli, e l’assessore alle politiche sociali Marco Cecchi. Presenti anche la dirigente e funzionario dell’Ugs educativi e sociali Grazia Marchetti e Resia Quirino insieme a Ignazio Federico (Orti sociali), Diana Correale (Auser), Alfio Volpi (Spi-Cgil), Dino Tamburini (Fnp-Cisl) e Roberto Busdraghi (Uilp).

Questa struttura è una sorta di albergo per gli anziani che non possono o non vogliono possedere case, o che non possono permettersi l’affitto. La struttura è mantenuta da fondi comunali ma anche dalle rette di ogni singolo ospite, calcolate in base all’Isee.

«L’obiettivo è ripartire – ha affermato Cecchi – ed è affidato ad Enrica. Già, perché di complessivi undici posti, al momento ne sono occupati solamente quattro. La caratteristica distintiva di Villa Bertelli è che si accolgono esclusivamente persone autosufficienti, gli ospiti sono liberi di far quel che vogliono, di entrare ed uscire a loro discrezione, senza restrizioni di orari. Laddove il requisito di autosufficienza venisse a mancare, proprio perché Villa Bertelli non è una casa di riposo, l’anziano sarà indirizzato in un’altra struttura, seguendo un percorso con gli assistenti sociali che dapprima lo seguivano. Nella struttura ora vi sono comprese una medicheria, una biblioteca, una sala tv ed una piccola palestra. Alle “faccende di casa” pensano gli operatori preposti, alla cui guida c’è Arianna Vaglini, persona di esperienza, colonna portante di Villa Bertelli».

«Questa villa deve diventare un punto di riferimento di Pontedera», ha spiegato l’assessore. Poiché, tra le tante cose, l’edificio è provvisto di una cucina da fuoriserie, dal potenziale ancora inespresso. «La struttura deve vivere e far vivere», ha detto una dipendente, difatti la cucina potrebbe esser utilizzata per corsi di cucina.

Alfredo Cornacchia

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