Sette diplomati su dieci trovano lavoro entro un anno

SAN MINIATO. Solo un’altra scuola è riuscita a fare meglio: un istituto di Prato, guarda caso nel cuore di un altro importante distretto manifatturiero. Subito dietro c’è il Cattaneo di San Miniato,...

SAN MINIATO. Solo un’altra scuola è riuscita a fare meglio: un istituto di Prato, guarda caso nel cuore di un altro importante distretto manifatturiero. Subito dietro c’è il Cattaneo di San Miniato, che si colloca al secondo posto in Toscana per numero di ragazzi che trovano lavoro ad un anno dal diploma. A dirlo è la speciale classifica realizzata da Eduscopio, piattaforma online creata della Fondazione Agnelli, che mette l’istituto sanminiatese sul secondo gradino del podio a livello regionale (e al primo posto su base provinciale) con una percentuale del 76, 19%. In pratica, più di 7 ragazzi su 10 diplomati al Cattaneo risultano già occupati a distanza di 12 mesi dalla maturità. Non solo: secondo Eduscopio l’85% di loro è impiegato in un settore attinente al proprio percorso di studi.

«Siamo contenti che una piattaforma seria come Eduscopio abbia certificato un dato che conoscevamo – commenta il dirigente Alessandro Frosini – Un dato che testimonia il lavoro portato avanti in questi anni con le realtà e le imprese del territorio». Un dato che comunque può essere diversificato: secondo i numeri raccolti dalla scuola, infatti, se si considerasse il solo indirizzo di Chimica e materiali la percentuale supererebbe il 90%. «Ad ogni modo – precisa Frosini – l’indirizzo di chimica copre solo il 25% dei nostri iscritti, a dimostrazione che anche gli indirizzi di Turismo e di Amministrazione, finanza e marketing raggiungono oltre il 65%».

Un passaggio quasi automatico tra scuola e lavoro, che comunque va al di là dei confini del distretto: «Gli sbocchi ormai non sono più limitati solo al comprensorio: questo vale chiaramente per il turistico e per l’indirizzo di amministrazione, ma anche per la chimica, dove in accordo col tessuto imprenditoriale locale abbiamo scelto di non limitare il percorso di studi solo al conciario. Questo consente ai nostri tecnici di trovare occupazione anche altrove. Paradossalmente, noi soffriamo piuttosto un problema inverso a quello di molte altre scuole: vale a dire un numero ancora troppo basso di ragazzi che proseguono all’Università, soprattutto nella chimica. Cerchiamo quindi di invitare i nostri diplomati a non affrettarsi nella ricerca di lavoro e a non escludere il percorso universitario». (g. p.)

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