Viabilità del futuro: un veicolo autonomo entro il 2022

Al Museo Piaggio di Pontedera si parla di “Industria 4.0”, destinata a rivoluzionare la nostra economia

PONTEDERA. Il futuro è sempre più tecnologico. Ma non è poi così talmente dietro l’angolo come può sembrare. Le aziende vi lavorano, ci puntano, lo cercano. Quasi lo bramano. E così ecco la due giorni al Museo Piaggio di Pontedera, giovedì 26 e venerdì 27 ottobre, con Paradigma 4. 0, la conferenza tecnica scientifica organizzata da Movet, l’associazione che riunisce aziende, università e centri di ricerca con l’obiettivo di creare sinergie tra istituzioni pubbliche e partner privati nel campo dell’automotive per informare e formare le aziende su nuove tecnologie, big data e competenze digitali.

L’obiettivo per Giuseppe Pozzana, presidente di Movet «è capire e far capire che è in atto un ripensamento completo del modo di usare le tecnologie. L’innovazione 4. 0 comporta impatti sull’organizzazione, sulla progettazione, sulla logistica, sulla gestione della subfornitura. Integrazione è la parola chiave».

Comunque è una Toscana proiettata verso il futuro, quello dell’automotive 4. 0. Il settore è trainato soprattutto da piccole e medie industrie ad alto valore tecnologico o grandi multinazionali con stabilimenti nella regione. Tuttavia, le eccellenze dell’automotive toscano riescono a rivaleggiare con colossi internazionali come Google o Tesla.



Parlare di Industria 4. 0 vuol dire che già ci sono state tre “rivoluzioni” industriali e ci stiamo avviando alla quarta. Quella dirompente dal punto di vista tecnologico. Ma attenzione: come ha ricordato Laura Lembi della Continental Cobot con sede a Pisa rifacendosi allo studioso americano Elbert Green Hubbard “Una macchina può fare il lavoro di 50 persone ordinarie, ma non quello di un uomo straordinario”.

Per Maurizio Miglietta, responsabile del Piano innovazione di Fca Italia, la strada da percorrere è fattadi quattro corsie: decarbonizzazione, qualità dell’aria, urbanizzazione, sicurezza per giungere a un veicolo davvero “green”. «La strada – dice – vedrà sempre più veicoli sensorizzati: sia tra veicoli e veicoli che tra veicoli e pedoni».La curiosità è tanta e chiediamo. Quando? «Per un veicolo autonomo le previsioni parlano del 2022». Ma secondo Miglietta occorre essere «attori attivi su tre fronti: la strada, le ferrovie e sull’acqua».

Però nasce anche un’altra domanda, quella dell’utente della strada, quello della porta accanto. Perché chi vuole acquistare un’auto “pulita” deve pensare a un investimento più impegnativo? «È la sostenibilità – risponde il manager Fca – a 360 gradi. C’è da garantire lo stesso livello e questa è la vera sfida. Ora, diciamo che siamo al livello 2, ma per arrivare al livello 4 e avere con esso una penetrazione sul mercato più democratica, nel senso che è rivolta al maggior numero di persone, occorrono altri sorzi e altri investimenti. Ma questa è la tendenza e ci arriveremo in 4-5 anni».

 

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