Con la firma del protocollo crescono gli investimenti

Enel Green Power conferma che è vicina l’intesa con la Regione Toscana «E aumenterà anche il denaro destinato alle manutenzioni per ditte della zona»

LARDERELLO. Enel e Regione sono vicine a siglare il protocollo d’intesa per ridare slancio allo sviluppo della geotermia in Toscana. Almeno quella che riguarda il colosso dell’energia che, in questa maniera, vedrebbe i propri investimenti tornare a crescere. L’annuncio è di Massimo Montemaggi, responsabile di Enel Green Power per la geotermia e l’occasione è la visita delle delegazioni governative e private estere agli impianti di Enel a Larderello, dopo la conferenza sulla geotermia che si è svolta a Firenze l’altro giorno. «Attenzione – afferma Montemaggi – Per investimenti si parla di quelli relativi alla manutenzione degli impianti che, fatalmente, negli ultimi anni è stata notevolmente diminuita».

I numeri sono chiari. Fino a quattro anni fa gli investimenti in manutenzione degli impianti, che venivano assegnati anche ad aziende dell’indotto della Valdicecina, erano tra i 150mila e i 200mila euro l’anno. «Quest’anno ne abbiamo investiti 80 per questa attività», racconta il responsabile della geotermia di Enel. Colpa dell’impasse in cui è caduto lo sviluppo geotermico in Toscana, dove si sono concesse poche autorizzazioni per realizzare centrali. «Ma siamo fiduciosi – aggiunge Montemaggi – di essere vicini alla firma e a una ripresa della normale attività». Che, in realtà, all’estero non si è mai interrotta. Col timore dei sindaci locali che questo potesse comportare uno spostamento degli investimenti lontano dalla Valdicecina e dall’Italia. Ma da Enel ci tengono a precisare che «non ci sono limiti per gli investimenti e non esistono indicazioni di preferire l’estero all’Italia per problemi burocratici».

Anzi, di più. «Per noi questo territorio è centrale – ammette ancora Massimo Montemaggi – ma ci rendiamo conto che anche molti imprenditori della zona stanno elevando il loro livello di attività per specializzarsi sempre più e venire in contro alle esigenze competitive di cui abbiamo bisogno. Ecco, perché credo che, rispetto agli 80 milioni che investiremo per le manutenzioni, avremo un occhio di riguardo per le imprese dell’indotto toscano».

Una buona notizia per sindacati e imprenditori che, invece, da mesi registrano una crisi con pochissimi precedenti. Il quadro fornito da Enel Green Power fotografa alla perfezione la situazione di un territorio che è entrato in sofferenza anche per una delle attività storiche di quest’area, la geotermia appunto. «Ma penso che se arriveremo a firmare il protocollo con la Regione – sottolinea di nuovo Montemaggi – i problemi attuali diventeranno di breve periodo. Mentre nel medio e nel lungo ci saranno miglioramenti».

Semmai, c’è un problema di confusione quando si parla di geotermia in Toscana. Enel è una cosa. Le aziende che cercano d’inserirsi nel settore chiedendo permessi di ricerca alla Regione sono un’altra. Ma la sommossa di tanti territori contro lo sfruttamento dell’energia rinnovabile che arriva dal sottosuolo è dilagante. E qui entra in ballo il Governo, con le parole di Stefano Vaccari, senatore del Pd e membro della commissione ambiente: «Credo che, nel rispetto delle leggi, la geotermia ha bisogno di sviluppo, perché il Governo ha deciso di aumentare la produzione per ridurre l’inquinamento. Tenendo conto dei territori, occorre andare avanti con i progetti. E non sottostare alla dittatura dei comitati».

Andreas Quirici

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