Picchia clienti del bar e carabinieri

Una pattuglia dell'Arma dei carabinieri

Il quarantenne marocchino era stato allontanato da Cascina nel 2015. Sarà proposto per l’espulsione

CASCINA. Il 24 maggio è uscito dal carcere dopo che era stato arrestato perché, spinto dalla gelosia, aveva colpito e ferito con una bottiglia rotta una giovane donna con la quale ha una relazione.

L’aggressione era avvenuta alla stazione di Pisa e la Polfer dopo alcune indagini avevano arrestato l’uomo rimasto in carcere alcune settimane. Per i militari si tratta di una vecchia conoscenza in quanto alla fine del 2015 lo avevano già arrestato e accompagnato a Brindisi per l’espulsione. Ma poche ore dopo il maresciallo, che credeva che lo straniero, un marocchino, fosse stato rimpatriato, lo aveva incontrato di nuovo a passeggio in corso Matteotti, nel centro di Cascina.

Venerdì 16 giugno Loutfi Abdelmajid sempre per motivi probabilmente legati alla gelosia, è entrato nel bar La Grotta, nel centro di Cascina, e ha avuto una discussione con alcuni avventori. Le solite offese e minacce. Per poi passare alle vie di fatto – sono volati calci e pugni – tanto che i titolari del bar e altri cittadini, conoscendo le reazioni dello straniero, si sono preoccupati e hanno chiamato i carabinieri.

Il marocchino di 40 anni non ha gradito il loro intervento e alla fine è stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, considerato che alla fine dell’intervento due carabinieri sono stati costretti a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso. Mentre l’uomo veniva identificato, stando a quanto è stato spiegato, ha continuato a dare pugni e calci, finché i militari lo hanno arrestato e portato in carcere. Il marocchino è stato arrestato più volte nella nostra provincia e già nel 2015, considerata la gravità dei comportamenti che aveva avuto, era stato ritenuto da espellere dal territorio nazionale dopo che era stato dichiarato socialmente pericoloso.

Lo straniero aveva commesso reati sia a Cascina dove ormai, in particolare nel capoluogo, è piuttosto conosciuto, sia a Pisa.

A dicembre 2015, dopo una serie di denunce e arresti lo straniero, compiuto tutto l’iter previsto in questi casi, in accordo con la questura di Pisa e visto che era ritenuto un soggetto pericoloso, era stato accompagnato al Cie di Brindisi in attesa dell’espulsione dal territorio nazionale, munito di adeguato ordine del questore di Pisa. Erano stati impiegati tre carabinieri per accompagnarlo a Brindisi. Ma era servito a poco, solo a spendere soldi della pubblica amministrazione e quindi dei cittadini.

Loutfi era infatti ritornato in provincia di Pisa. E, a quanto pare, la situazione non è molto cambiata. Anzi, stando a quanto è emerso, gli ultimi atteggiamenti avuti dall’uomo potrebbero far ritenere che quella pericolosità sociale presa in considerazione nel 2015 non sia venuta meno.