Onde gravitazionali: in primavera debutta il "nuovo" Virgo

L'antenna Virgo di Cascina

Dopo la grande scoperta che è stata annunciata nel febbraio scorso il rivelatore europeo che si trova a Cascina verrà potenziato

CASCINA. È ripartita la caccia alle onde gravitazionali, le vibrazionì dello spaziotempo, la cui scoperta è stata annunciata nel febbraio scorso. È infatti tornato in azione il rivelatore americano Ligo, ulteriormente potenziato e pronto a mettersi in ascolto, e in primavera è attesa la versione potenziata di Virgo, il rivelatore europeo che si trova in Italia, a Cascina (Pisa), frutto della collaborazione tra Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs).
 
Costruiti nel 2004 e potenziati nel 2015, i rivelatori Ligo (Laser InterferometerGravitational-WaveObservatory) si trovano ad Handford, nello Stato di Washington, e a Livingston, nella Louisiana. Entrambi hanno ripreso a lavorare a pieno ritmo dal 30 novembre, dopo una lunga fase di aggiornamento tecnico, cominciata in gennaio. I tecnici hanno testato varie configurazioni per cercare di migliorare ulteriormente le prestazioni di entrambi i rivelatori, che adesso sono finalmente pronti a partire per la seconda fase di raccolta dei dati.
 
 
La prima, che aveva portato alla scoperta delle onde gravitazionali, era avvenuta fra settembre 2015 e gennaio 2016, con un miglioramento di sensibilità di circa il 25%. Ancora pochi mesi e alle osservazioni si unirà il rivelatore 
Virgo, che fa parte dell'Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego). «Tra poco diventerà operativo anche Virgo», ha detto all'ANSA Fulvio Ricci, portavoce della collaborazione Virgo, riferendosi alla versione avanzata del rivelatore (Advanced Virgo). «La luce già 'circolà all'interno dello strumento - ha aggiunto - e siamo nella fase di messa a punto. Dobbiamo ancora lavorare ma l'obiettivo è di essere operativi in primavera». 
 
Virgo è tecnologicamente identico all'americano Ligo ma con dimensioni leggermente ridotte. «Virgo ha una sensibilità minore - ha aggiunto Ricci - ma quando Ligo e Virgo lavoreranno insieme saranno in grado non solo di vedere le onde gravitazionali ma indicare con grande precisione da dove sono state generate». Un dato preziosissimo, che servirà per orientare i telescopi tradizionali e tentare di osservare anche in modo 'classicò lo stesso evento registrato dai rilevatori gravitazionali.