L’assessore: teatro ostaggio del degrado

E il capo dell’ufficio di gabinetto attacca la programmazione «inficiata dall’ideologia gender»

CASCINA. Nel cortile della Città del Teatro l’erba è da un po’ che non viene tagliata. Anche il giardino ha qualche problema di pulizia. E poi ci sono alcuni mezzi parcheggiati da tempo. Per non parlare del campanello pericolante all’ingresso degli uffici. Diciamo che chi arriva può restare sorpreso dalla mancanza di manutenzione. Una foto postata su Facebook dall’assessore Luca Nannipieri, in cui si vedono i cespugli d’erba, ha scatenato il finimondo sui social. Sia Nannipieri che il capo dell'Ufficio di Gabinetto, Lorenzo Gasperini, non ci vanno per il sottile.

«Sono vicino a tutti gli artisti che, con creatività, professionismo e fatica - spiega Nannipieri, assessore alla Cultura - hanno lavorato o lavoreranno alla Città del Teatro. Ma una cosa deve essere chiara: non sopporteremo più il degrado delle strutture e degli ambienti che la passata gestione ha lasciato a noi, come dimostrano le foto che ho postato su Facebook e che mostrano un tendone da circo immerso in un contesto di evidente incuria, un antro con congelatori rotti per gelati lasciati lì per lungo tempo, camper e macchine inutilizzate e lasciate senza cura negli spazi larghi della cittadella, intonaci di pareti che si sgretolano, rovi ed erbacce ovunque. Immagini come queste sono incompatibili con una struttura plurifinanziata da Comune, Regione, Ministero com'è la Città del Teatro. E non possiamo permettere che così prosegua ancora, nel silenzio. L'arte è bellezza: come può esserci una città dell'arte e della bellezza in un posto così mal curato?».

Nannipieri conclude: «Sono convinto che, oltre a rivedere la gestione economica, aziendale e culturale, serva l'impegno di tutti per far rinascere questo luogo che tanto amiamo».

Gasperini prosegue bacchettando la programmazione: «La proposta teatrale di questi anni è stata inficiata da una forte degenerazione ideologica, del resto nemmeno troppo nascosta; basta visitare il sito del Politeama - Fondazione Sipario - per incontrare un bel 'car* spettator*', secondo la peggiore variante, oggi in voga, del nichilismo, quella per cui non si nasce né maschi né femmine, né bambini né bambine, essendo l'identità sessuale una imposizione della società, dunque da smantellare. La cosa, oltre che tragica, è ridicola, motivo per cui il sito verrà prontamente rivisto: col denaro pubblico non si finanziano le fissazioni di pochi».

«Apprendiamo con dolore che per il Pd la proposta da fare ai ragazzi sia per esempio quella andata in scena il 18 e 19 marzo 2016 di uno spettacolo di cui si legge “Alex è un bambino-bambina; i giorni pari è maschio e i dispari è femmina”. Meglio Shakespeare, come proposto dal nuovo presidente Andrea Buscemi. Con buona pace dei consiglier* del Pd».

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