La sindaca vuole il crocifisso in tutti gli edifici comunali

Susanna Ceccardi appende il crocifisso in ufficio

Cascina: nell’ufficio del primo cittadino mancava e don Paoletti glielo ha donato. Ceccardi: «Dico basta a questo laicismo spicciolo che recide tutte le identità»

CASCINA. Il silenzio calato dopo l’incontro in prefettura a Pisa sulle politiche dell’accoglienza e la reazione del prefetto, Attilio Visconti, che si è detto pronto a destinare gruppi di profughi richiedenti asilo anche se la sindaca leghista non è d’accordo, è stato rotto nella giornata di ieri da un’altra esternazione di Susanna Ceccardi destinata a non passare inosservata. E che, come nelle abitudini della maggior parte degli amministratori, è stata postata anche sui social network così da inviare un chiaro messaggio urbi et orbi.
«In questo ufficio mancava il Crocifisso. Ringrazio don Paolo che me ne ha fatto dono. Il sostegno dall'alto è importante», ha scritto Ceccardi sulla sua pagina Fb dando il via alla danza delle reazioni più disparate e ottenendo in poche ore più di cento condivisioni.

Ceccardi ha ricevuto il parroco di Cascina, Paolo Paoletti, per riportare il Crocifisso in municipio. Un passo importante, dal punto di vita della prima cittadina, ma che non la metterà al riparo dalle critiche di chi pensa che ormai i tempi siano maturi per conoscere i nomi della squadra degli assessori. Sempre ieri la lista dei nomi è stata limata un altro po’, ma forse la sindaca, tra un incontro e l’altro, ha preso la decisione finale.

«Le amministrazioni comunali passate si sono dimostrate distanti anni luce dall’identità più profonda di questo popolo; distanza che si è resa manifesta fino all'assenza del Crocifisso nello studio del sindaco, nonostante tale segno del popolo cristiano sia tuttora raccomandato per le istituzioni pubbliche».

Con queste premesse la sindaca spiega la decisione presa nel primo fine settimana di luglio: «Ho così deciso, insieme a don Paolo, di apporre il Crocifisso nella mia stanza. È un gesto simbolico ma anche sostanziale: nei prossimi tempi verificheremo la presenza del Crocifisso in tutte le aule scolastiche e in tutti gli edifici comunali. Il laicismo spicciolo che in nome di un’idea astratta di dialogo vorrebbe recidere tutte le identità non appartiene al mio carattere e alle intenzioni della mia amministrazione: sono convinta che per poter incontrare l'altro si debba sapere bene chi siamo e che una identità forte sia la condizione previa per ogni dialogo reale, che scade altrimenti nell'ipocrita relativismo culturale. L'identità cristiana ha permesso alla nostra storia di farsi valorizzatrice dell'incontro con tutti e della ricchezza di ognuno».