La Mostra del mobile verso la chiusura

Il palazzo della Mostra del Mobilio di Ponsacco (Foto Franco Silvi)

Ponsacco: non ci sono soldi per la gestione e la messa in sicurezza per il grattacielo simbolo del glorioso passato della cittadina. Rimarrà aperto solo il piano terra

PONSACCO. Non ci sono ancora comunicazioni ufficiali da parte della proprietà, né dell’amministrazione comunale. Ma nell’incontro avuto tra le parti è emerso il fatto che la Mostra del Mobilio di Ponsacco si avvia alla chiusura pressoché definitiva. Gli alti costi di gestione, di cui si parla da tempo, e l’impossibilità dei soci a mettere mano al portafoglio per realizzare interventi di messa in sicurezza dei piani dove sono esposti i mobili ha fatto prendere la decisione di chiudere l’esposizione e lasciare aperto solo il piano terra. In pratica rimarranno attivi soltanto l’auditorium e una piccola sala riunioni, oltre alle attività commerciali presenti nei fondi dello stabile.

Una fine piuttosto ingloriosa per quello che è sempre stato il simbolo di una Ponsacco ricca, capace di esportare i suoi prodotti in gran parte del mondo e che ha fatto crescere intere generazioni nell’agiatezza. Ora, però, la crisi del settore del legno e la distanza dei giovani da questo mestiere hanno sancito la fine di un sogno durato decenni. E che difficilmente potrà ripetersi.

La chiusura della Mostra innescherà a Ponsacco una discussione anche sul fronte edilizio-urbanistico, perché non si tratta di un appartamentino in centro destinato a rimanere invenduto per i noti problemi del comparto immobiliare. Qui si parla di sette piani più l’attico che avranno comunque bisogno, prima o poi, di un deciso intervento di manutenzione esterna se si vorranno evitare guai per i passanti. Intanto i soci, da gennaio, non pagheranno più la quota e i piani dove per anni sono stati messi in mostra gli articoli di arredamento usciti dai mobilifici della zona cambieranno destinazione d’uso, rispetto a quella commerciale. Questo rappresenta già un risparmio non indifferente sui conti di gestione di un immobile su cui, comunque, si dovrà continuare a pagare tasse come l’Imu e la Tari.

Il cambio d’uso, i mancati investimenti per la messa in sicurezza e l’obiettivo di affittare parti dello stabile ad altre realtà imprenditoriali caratterizzano il programma che i soci dell’Ente Mostra del Mobilio stanno preparando per il prossimo futuro. È chiaro, però, che non si potrà affittare senza un progetto complessivo, perché le prescrizioni imposte dai vigili del fuoco per l’apertura al pubblico di gran parte del grattacielo non sono più rinviabili.

Meglio chiudere, quindi, invece di rincorrere un piano di recupero difficilissimo da realizzare. Tempo fa, infatti, l’amministrazione comunale aveva provato a mediare tra la proprietà e la Regione, alla ricerca di linee di finanziamento che permettessero di realizzare un piano che prevedesse il rilancio della Mostra, compresi spazi per formazione, comunicazione, esposizioni di piccoli mobilifici, housing sociale e ristorante panoramico.

Ma il fatto che adesso la Mostra si avvii alla chiusura comporta un brusco risveglio, visto che, a questo punto, diventa un affare prettamente privato, considerato che il Comune non può acquisire l’immobile. La speranza è che questa vicenda non diventi un incubo. Occorre quindi lavorare affinché la gloriosa mostra del Mobilio non si trasformi in un rudere di otto piani.