Ferito in Afghanistan riceve la Croce d’onore

Oggi nel salone dei Cinquecento a Firenze il maresciallo dei carabinieri che vive a Cascina riceverà il riconoscimento destinato alle vittime del terrorismo

CASCINA. Era in Afghanistan da due mesi quando Dario Cristinelli rimase ferito, il 25 giugno 2012, in seguito ad un'esplosione avvenuta in un campo d’addestramento della polizia afghana ad Adraskan, nell’Afghanistan occidentale. Il maresciallo capo Dario Cristinelli, che allora aveva 37 anni, originario di Lovere in provincia di Bergamo, residente a San Lorenzo alle Corti era effettivo alla seconda Brigata mobile di Livorno. Rimase ferito (insieme ad un collega) nell'esplosione che costò la vita al carabiniere scelto Manuele Braj, sposato e con un figlio di 8 mesi.

Oggi il maresciallo Cristinelli riceverà l’onorificenza al merito, che gli è stata conferita dal presidente della Repubblica circa un anno fa: la Croce d’onore alla vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero. A consegnare l’onorificenza - nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze - sarà il ministro della difesa Roberta Pinotti, alla presenza del comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette. Alla cerimonia, in occasione della presentazione del libro “Il prezzo della fedeltà. Storia di Giuseppe Giangrande”, il maresciallo Cristinelli, che vive nel comune di Cascina ormai da più di dieci anni, sarà accompagnato dal comandante provinciale dei carabinieri di Pisa, colonnello Andrea Brancadoro.

Per Cristinelli il riconoscimento dello «spirito di abnegazione e della professionalità dimostrate nel perseguimento della rischiosa missione», come si legge nelle motivazioni dell’onorificenza, concessa in Italia solo ad altri 12 militari sopravvissuti agli atti di terrorismo. In seguito all’attentato le lesioni più gravi Cristinelli le aveva alle gambe e a un braccio. Ma quel giorno ha cambiato la vita del carabiniere che fino a quel momento aveva partecipato a numerose missioni all’estero. Così come per la sua famiglia: la moglie al momento dell’attentato era in attesa di un secondo figlio e aveva saputo dell’esplosione mentre si trovava a casa dei genitori a Montecatini Val di Cecina. Un uomo forte che credeva nel suo lavoro. «Ho fatto solo il mio dovere, lo rifarei – racconta – quando partecipiamo alle missioni all’estero sappiamo che i rischi sono maggiori». Già nel 2003 Cristinelli era scampato alla strage di Nassiriya: era in licenza dopo aver trascorso mesi in quella base italiana. Ma questo non gli aveva fatto cambiare idea sul suo lavoro. «Fare il carabiniere per me era il lavoro più bello al mondo. Conoscevo i rischi ma non ci pensavo. Ogni lavoro ne ha, anche un muratore quando sale su un tetto sa che può avere un incidente», aggiunge anche se oggi, all’età di 42 anni, si trova a dover ricominciare. I postumi lasciati dalle ferite dell’esplosione non gli hanno consentito di restare in servizio attivo ed è stato iscritto nel ruolo d’onore dell’Arma dei carabinieri.©RIPRODUZIONE RISERVATA