Balestri-Pinocchio domani sera a teatro “Il signore è servito”

PONSACCO. Di tempo ne è passato, ma gli occhi, tra ironici e malinconici, sono sempre quelli. Andrea Balestri non aveva ancora 8 anni quando Luigi Comencini lo scelse per il suo "Pinocchio", serie-cap...

PONSACCO. Di tempo ne è passato, ma gli occhi, tra ironici e malinconici, sono sempre quelli. Andrea Balestri non aveva ancora 8 anni quando Luigi Comencini lo scelse per il suo "Pinocchio", serie-capolavoro per la tv del 1972, e oggi, che di anni ne ha 53, continua a sfoderare sorprese per il pubblico. Diventato famoso attraverso il piccolo schermo, ora si dedica al teatro. Nel 2011 fonda, assieme alla sua compagna, Cecilia Scicolone, che ne è direttrice artistica, la "Compagnia di Andrea Balestri". Il gruppo debutta con "Mia moglie è una santa", e gira l'Italia con "Pinocchio racconta Pinocchio", «uno spettacolo - dice Andrea - a cui tengo, e grazie al quale ho ritrovato il mio passato».

Per la Compagnia, un nuovo debutto è alle porte: sabato alle 21.15 al Teatro Meliani di Ponsacco "Il signore è servito", parodia delle classiche trame "gialle" in forma di commedia buffa, che Balestri e la sua squadra hanno riadattato dal testo di Paolo Starvaggi. C'è un assassino, of course, o forse più di uno, ci sono gli equivoci, le false piste. E un'intuizione che alla fine metterà a posto le cose. Balestri è Gregory Brown, giallista che finisce per trovarsi in una villa abitata da un branco di matti, convinti che il matto sia lui.

«Questa pièce è allegria pura. Vogliamo divertire. Ce n'è bisogno, no?». Vulcanico, dice che sorprese non finiscono qui. «Con la Compagnia stiamo cullando l'idea di portare in scena "Sogno di una notte di mezza sbornia", commedia che Eduardo riadattò liberamente dalla pièce "L'agonia di Schizzo", del livornese Athos Setti. Nel frattempo continuiamo a portare in giro i nostri lavori. Con "Pinocchio racconta Pinocchio" ci spostiamo di continuo, Campobasso, Verona, Chieti, Genova. Il "Pinocchio" di Comencini, di cui il nostro spettacolo racconta i retroscena, le curiosità, è rimasto nel cuore di tutti. Far parte di quel cast stupendo? Una fortuna, certo. Anche se l'ho capito col tempo, grazie al teatro. A vedere "Pinocchio racconta Pinocchio" vengono bimbi che hanno l'età che avevo io quando Comencini mi affidò il ruolo. Li guardo con un po' di malinconia: gli anni sono passati troppo in fretta, ripenso a tante cose ormai lontanissime».

Sì, certo, vorrei parlarne al pubblico avendo al mio fianco Nino Manfredi, che con me fu di una gentilezza unica, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, stupendi. E più di tutti Comencini, che per me è stato un padre. Ero un bimbo – conclude Balestri – preso dalla strada, mi ritrovai tra i divi, davanti alle telecamere. Loro capirono il mio spaesamento, e mi aiutarono, con pazienza, con tatto, facendo sembrare tutto un gioco. In fondo lo era. Sì, vorrei poterli incontrare di nuovo. In fondo, sono sempre lo stesso Pinocchio che loro hanno conosciuto tanto tempo fa».

Andrea Lanini

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