Militare morto, indagati sei medici

La procura: atto dovuto. Prende forza l’ipotesi che l’uomo sia stato ucciso dalla complicanza di una malattia già diagnosticata

PONTEDERA. Potrebbe essere stato ucciso dalle complicanze di una patologia che gli era già stata riscontrata l’uomo di 60 anni, residente a Buti, che i familiari hanno trovato morto, la mattina di Natale, mentre era ricoverato all’ospedale Lotti di Pontedera.

Arcangelo Latte, originario di Rotondi, ex maresciallo luogotenente, in forza fino a poco tempo fa alla 46esima Brigata Aerea a Pisa, il 24 mattina era andato a fare un controllo cardiaco all'ospedale Lotti di Pontedera, come gli era stato prescritto dal suo medico di famiglia e dopo avere avuto accesso alla visita tramite una prenotazione con il Cup.

Il cardiologo che lo aveva visitato aveva richiesto un immediato ricovero e per questo il pensionato era stato accompagnato al pronto soccorso del Lotti. Solo in questo modo infatti poteva avvenire il ricovero. Dopo ulteriori visite ed accertamenti, Latte era stato ricoverato nel reparto di medicina uno.

In una stanza di questo reparto, la mattina successiva, cioè il giorno di Natale, alle 6, l’uomo è stato trovato privo di vita e nessuno sapeva darsi una spiegazione di quanto accaduto. All’ex militare, infatti, era stata prescritta una terapia che avrebbe dovuto fare fino al 28. Ma la morte lo ha strappato prima ai suoi cari.

I familiari hanno chiesto spiegazioni ai medici e si sono rivolti alla magistratura per capire cosa è successo nella notte.

I carabinieri di Pontedera, dopo avere ricevuto un esposto da parte della famiglia, lo hanno trasmesso alla Procura di Pisa che ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e anche l'autopsia per verificare le cause della morte.

L’inchiesta, affidata al pubblico ministero Giovanni Porpora, va avanti. Il medico legale incaricato dell’autopsia ha riscontrato - ma la consulenza deve essere ancora depositata in maniera ufficiale - che la morte è avvenuta per cause naturali, in conseguenza della complicanza di una patologia già diagnosticata, almeno stando a quanto si apprende dalla Procura. Anche se, ovviamente, ogni valutazione sulla vicenda è rimandata a quando la consulenza sarà stata deposita.

Nel frattempo, come atto dovuto, sono stati indagati sei medici dell’ospedale Lotti ai quali è stata così data la possibilità di partecipare con loro consulenti all’autopsia nella forma dell’atto irripetibile.

L’inchiesta quindi va avanti.

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