Lo scivolo era bucato, bambino cade da due metri

Lo scivolo e il buco nella parte più alta della struttura da cui è caduto il bambino

Il piccolo di tre anni è stato portato all'ospedale Meyer in codice rosso, ma non è in pericolo di vita tanto che è stato dimesso dopo alcune ore

SANTA CROCE. Uno scivolo "bucato", l'insidia che un bambino piccolo non si può aspettare. Sono le 15,30 di un tranquillo venerdì pomeriggio, 20 novembre, quando un bambino di tre anni, di origini curde, cade dallo scivolo nei giardini in via Ho Chi Minh a Santa Croce Sull’Arno. Quello che sembrava un pomeriggio all’insegna del divertimento, nel parco pubblico a fianco del luna park, si è trasformato in un incubo. Il piccolo stava correndo su e giù per i giochi di legno che sorgono a poca distanza dalle autoscontro, quando è scivolato ed è caduto da un’altezza di circa due metri.

Mentre stava giocando con il cugino, più grande di qualche anno, il bambino è precipitato dalla struttura, con ogni probabilità cadendo da uno dei numerosi buchi nell’impalcatura dei giochi. Lo stato di manutenzione dei giochi, infatti, è pessimo e salirci significa cimentarsi con un vero e proprio percorso ad ostacoli. Sul luogo dell’incidente erano presenti sia la madre che la zia, le quali hanno subito chiamato il 118. Nell’arco di cinque minuti sono arrivati, con un primo mezzo di soccorso, i volontari della Misericordia del paese. Quindi sono stati chiesti i rinforzi dell’automedica, proveniente da San Miniato.

«Il codice di emergenza applicato è quello rosso, che indica una situazione di trauma – ha dichiarato l’infermiera che per prima si è prodigata nei tentativi di soccorso del piccolo – Ce ne siamo resi subito conto dal momento che il bambino era in un visibile stato confusionale e rispondeva solo se veniva sottoposto a stimoli dolorosi. Anche se ad occhio nudo non si vedevano traumi esterni né contusioni, nemmeno a livello della testa, abbiamo deciso di far intervenire anche l’elisoccorso e farlo trasportare al Meyer, a Firenze».

I soccorritori hanno subito praticato il protocollo di “prehospital trauma core”, che permette di stabilizzare le condizioni di chi ha riportato un trauma prima del ricovero: al piccolo è stato applicato un collare cervicale, un accesso venoso e la maschera dell’ossigeno. Al momento dell’arrivo dell’elisoccorso Pegaso, che è atterrato nel campo sportivo Masini a poca distanza da via Ho Chi Minh, il bambino era già pronto per essere trasportato in ospedale. «La cosa più difficile è stata cercare di comunicare con la madre, che era sconvolta e non parlava nemmeno l’italiano. Per fortuna sul posto era presente la zia che ci ha aiutato, facendo da interprete», ha concluso l’infermiera soccorritrice. Ad accompagnare il piccolo di appena due anni in ospedale, infatti, è stata proprio la zia che è salita con lui in elicottero. Il bambino è stato trattenuto in ospedale in osservazione, per fortuna non corre pericolo di vita, tanto che poi è stato dimesso dopo alcune ore.