Muore nell’auto ribaltata

Alla guida c’era il cognato, positivo all’alcoltest. I due erano stati a un pranzo

SAN MINIATO. Un volo di sette metri con l’auto che rotola nella scarpata e per il passeggero non c’è stato niente da fare. Neculai Oancea, 46 anni, nato in Romania e residente a Treviso, sebbene da circa tre mesi vivesse in Valdera, è morto sul colpo. Anche se sono stati attivati, i soccorsi non sono serviti ad evitare la disgrazia. L’incidente è accaduto ieri pomeriggio nel comune di San Miniato in via Dalmazia, in campagna. Una giornata di svago, dopo la grigliata in famiglia a casa dell’automobilista che vive a San Miniato, si è trasformata in tragedia.

Il conducente dell’autovettura - cognato della vittima, del quale non è stato fornito il nome - guidava in stato di ebbrezza alcolica, come è stato accertato dai carabinieri della compagnia di San Miniato che sono intervenuti e che, prima di cominciare i rilievi, hanno accompagnato l’uomo, in stato di choc, in caserma dove ha ricostruito quello che era successo nelle ore precedenti alla tragedia.

È stato proprio l’automobilista il primo a rendersi conto che il cognato non dava segni di vita nell’auto volata nella scarpata.

I due ridevano e parlavano fino a pochi minuti prima del drammatico incidente. Dopo il pranzo in famiglia, erano andati a fare un giro sulle colline di San Miniato. Non immaginavano certo che di lì a poco le loro vite sarebbero state travolte. Neculai Oancea, che lascia tre figli, era arrivato in Toscana da Treviso circa tre mesi fa - anche se in passato era già stato in provincia di Pisa - e aveva trovato lavoro in un’azienda di Pontedera.

Mentre i due percorrevano in auto via Dalmazia in un tratto in salita, il conducente avrebbe cercato di spostarsi sul margine della strada per evitare un furgone che arrivava dalla direzione opposta. La vettura è finita sul ciglio. Troppo all’esterno della carreggiata, tanto che con le ruote è finita nella scarpata per poi precipitare di alcuni metri. E mentre rotolava nella scarpata, la macchina ha urtato contro una serie di alberi.

Se il conducente è uscito illeso, non è andata così per il cognato, rimasto senza vita nell’abitacolo. È stato l’automobilista il primo a cercare di aiutarlo. Lo ha chiamato più volte, ma ormai la vittima non poteva sentire quella voce trasformatasi in un pianto disperato.

L’automobilista, uscito con le sue gambe dall’auto anche se ha un taglio alla testa, ha tirato fuori dall’abitacolo il cognato, prima che sul posto arrivasse il personale dell’emergenza sanitaria.

«Ho fatto qualcosa di tremendo», ha cominciato a dire l’automobilista che per primo ha dato l’allarme e ha attivato i soccorsi. E lo ha ripetuto anche ai soccorritori che, appena sono arrivati lungo la collina dove è avvenuto l’incidente, hanno intuito che quel fuori strada aveva avuto un tragico epilogo.

Sul posto sono intervenuti il 118 di Empoli (che ha attivato l’automedica di San Miniato, l’ambulanza della Misericordia di San Miniato Basso), l'elisoccorso Pegaso e i carabinieri di San Miniato, i quali si sono occupati dei rilievi di legge, mentre la polizia municipale ha regolato la viabilità.

C’erano anche i vigili del fuoco del distaccamento di Castelfranco di Sotto che hanno anche messo in sicurezza la vettura e l’hanno recuperata dalla scarpata.

Tra i primi ad accorrere lungo la strada, anche la moglie della vittima e quella del conducente, entrambe annichilite dal dolore. Una telefonata le aveva informate dell’incidente, ma non immaginavano di trovarsi davanti al cadavere coperto da un telo.

Fino a poco prima erano stati tutti insieme, non potevano nemmeno lontanamente immaginare che i due uomini sarebbero rimasti coinvolti in un incidente.

Sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Pisa. La salma di Neculai Oancea è stata trasferita all’istituto di medicina legale a Pisa per essere sottoposta all’autopsia. Il conducente sarà indagato - anche se gli atti i carabinieri li consegneranno nei prossimi giorni, visto che oggi è domenica - per omicidio colposo. I militari dell’Arma stanno valutando anche l’ulteriore denuncia per la guida in stato di ebbrezza che dovrà tenere conto di quanto emerso dall’alcoltest.

«Siamo stati a tavola fino a poco tempo fa – cercava di spiegare il conducente – Insomma, non abbiamo bevuto più di tanto».

Le operazioni di recupero dell’auto si sono concluse nel tardo pomeriggio, sotto lo sguardo in lacrime dei parenti della vittima, della moglie e della sorella che non hanno voluto lasciare la zona fino al recupero della salma. Anche l’auto è stata posta sotto sequestro.

Due famiglie nella disperazione che ancora non riescono a darsi una spiegazione di quello che è successo. E con la preoccupazione di dover dire ai figli dell’uomo che non rivedranno il padre se non per il funerale.

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