«Pronti a gestire i beni confiscati»

Il sindaco Antonelli e l’assessore Mellea intervengono dopo il sequestro a carico del clan Facchineri

CASCINA. Non è la prima volta che la provincia di Pisa - Cascina in particolare - finisce al centro di indagini per il sospetto di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale o negli appalti. L’altro giorno c’è stato un sequestro di beni, fatto dalla Finanza di Pisa, appartenenti ad un noto esponente del clan calabrese Facchineri, Rocco, classe 1957, che insieme alla famiglia vive da tempo a Latignano.

Sulla vicenda intervengono il sindaco Alessio Antonelli, e l'assessore alla legalità, Fernando Mellea. «Non dobbiamo mai abbassare la guardia. Nessuno può considerarsi indenne da questi fenomeni - dice Antonelli - Ecco perché, da quando sono sindaco, per gli appalti pubblici abbiamo sempre utilizzato la modalità di assegnazione attraverso l'offerta economicamente più vantaggiosa e non abbiamo mai fatto appalti da assegnare con il massimo ribasso. Abbiamo puntato sulla qualità, non sul risparmio a tutti a costi se quel risparmio significava avere opere peggiori o aziende a rischio di tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata. Abbiamo dimostrato che la pubblica amministrazione ha gli strumenti amministrativi per combattere questi fenomeni, basta usarli».

Rispetto al rischio che la criminalità organizzata si interessi ai grandi appalti sul nostro territorio, Cascina si è imbattuta con un problema durante la costruzione del distretto socio sanitario dell’Asl a Navacchio, i cui lavori procedono con una grande lentezza e sono stati anche sospesi dopo che l’appalto era stato affidato ad un’impresa edile e poi era stato bloccato su richiesta della prefettura.

«Se queste regole fossero state adottate anche per l'assegnazione dei lavori per realizzare il nuovo distretto socio sanitario dell'Asl a Casciavola - sottolinea il sindaco - con ogni probabilità non avremmo avuto tutte le note vicende che hanno accompagnato quest'opera. Noi facciamo la nostra parte ma, ovviamente, occorre anche che la facciano i privati, dimostrando di voler bene alla città e diffidando di persone che offrono facili soluzioni. Sulla lotta alle mafie siamo sempre in prima fila come Comune. Un ruolo che di recente ci è stato anche riconosciuto da tutti i Comuni della provincia di Pisa, che hanno indicato in Fernando Mellea, il nostro assessore alla legalità, il coordinatore provinciale di Avviso pubblico, l'associazione di enti locali per la formazione civile contro le mafie».

«La legalità è un punto fermo della nostra attività amministrativa – aggiunge proprio Mellea, che è anche membro del direttivo nazionale di Avviso pubblico – e ci poniamo sin da subito a disposizione dell'autorità giudiziaria per prendere in carico i beni sequestrati una volta che sarà avviata la procedura del loro affidamento, con l'obiettivo di restituirli alla collettività».

L’altra mattina i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale di Pisa hanno eseguito un’ordinanza di sequestro e confisca emessa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria.

Sono stati sequestrati un appartamento di sei vani, parti di un secondo appartamento, quote di un terreno e un'auto di grossa cilindrata, tutti beni di proprietà di Rocco Facchineri a Latignano.

Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene (dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)

©RIPRODUZIONE RISERVATA