Guardie di Città, il questore chiede la revoca della licenza

La sede del Corpo Guardie di Città

Depositata la relazione fatta dopo l'ispezione all'istituto dove lavora il vigilante che ha ucciso un collega reagendo a un tentativo di rapina. Riscontrate numerose irregolarità

PISA. E' arrivata il 20 agosto in prefettura la relazione sull'esito dell'ispezione effettuata nell'istituto di vigilanza privata pisano nel quale lavora una guardia giurata privo di licenze per il porto di pistola e per lo svolgimento di determinate mansioni che ha ucciso un collega fuori servizio reagendo a un tentativo di rapina. Sono altre quattro o cinque le posizioni irregolari di altrettante guardie giurate e la questura ha proposto un provvedimento di sospensione o revoca della licenza all'istituto.

La decisione finale spetta al prefetto Attilio Visconti ed è possibile che arriverà solo nelle prossime settimane al rientro dalle ferie estive e probabilmente anche in seguito alle integrazioni attese da parte della guardia di finanza e dei carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro.

La relazione depositata in prefettura porta la firma del questore Alberto Francini e si sofferma su alcune irregolarità che riguardano alcune guardie giurate che, secondo quanto si è appreso, per mesi hanno operato con i titoli scaduti sia per il porto di pistola che per eseguire il compito di guardia particolare giurata, così come previsto dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Tra questi vi è anche Daniele Paolicchi, comandante delle guardie e braccio destro del presidente dell'istituto "Guardie di Città", Mariano Bizzarri Ollandini, che figura in servizio per mesi con il porto di pistola scaduto e rinnovato ufficialmente solo nel giorno in cui è avvenuta l'ispezione.

Nei giorni scorsi la prefettura aveva già notificato l'avvio di una procedura amministrativa nei confronti dell'agenzia di vigilanza privata per le irregolarità già conclamate che riguardavano Simone Paolini, il vigilante che ha sparato uccidendolo il collega fuori servizio (anche lui dipendente dello stesso istituto) Davide Giuliani durante la tentata rapina alla sala Bingo di Navacchio. In quel procedimento, la prefettura chiedeva spiegazioni formali al presidente dell'istituto circa le mansioni svolte da Paolini, che risultava impiegato come steward e svolgeva compiti da guardia particolare giurata, ma anche sulle affermazioni messe nero su bianco dall'azienda in un comunicato stampa subito dopo il fatto relativamente al ritiro delle licenze di Giuliani, che invece non erano ancora scadute. Provvedimenti, ha precisato la prefettura nella contestazione alle "Guardie di Città", che tuttavia non erano stati tempestivamente comunicati alle autorità di pubblica sicurezza.