Amianto all’ex Gozzini via ai lavori di rimozione

Sarà l’amministrazione comunale a intervenire per mettere in sicurezza l’area Le operazioni di bonifica dovrebbero iniziare a breve e terminare entro fine luglio

SANTA CROCE SULL’ARNO. Sarà l’amministrazione comunale, alla fine, a intervenire per rimuovere dalle vecchie officine Gozzini i componenti in amianto più deteriorati. Un intervento previsto per luglio dopo che il Tar ha ribadito che la rimozione e la bonifica non possono spettare ai liquidatori. Si tratterà comunque di un intervento minimo, finalizzato alla rimozione delle lastre di eternit frantumate al suolo o in procinto di cadere, così come prescritto dalla Usl e dalla stessa ordinanza indirizzata a suo tempo ai liquidatori e poi bocciata dai giudici.

«Noi siamo pronti - dice l’assessore all’ambiente Marco Baldacci - In questa settimana raccoglieremo le offerte di alcune ditte, con le quali è già stato fatto un sopralluogo, per poi procedere con l’assegnazione dei lavori. A quel punto il piano operativo dovrà essere validato dall’Asl, ma pensiamo comunque di farcela per il mese di luglio». Il tutto in attesa di eventuali novità che potrebbero arrivare dai ribassi d’asta per la ricerca di compratori interessanti al complesso ex Gozzini. «Da parte nostra - dice Baldacci - siamo disposti ad assecondare eventuali richieste di varianti che favoriscano la riconversione del sito». Qualcosa si muove, insomma, in una situazione complicata che da anni tiene banco nel dibattito santacrocese. Un tema toccato anche nell’ultimo consiglio comunale dove arrivavano in discussione due mozioni dedicate proprio all’amianto: una dei 5 Stelle, respinta dalla maggioranza, nella quale si chiedeva al Comune di dotarsi di un regolamento per l’individuazione e la bonifica dei manufatti contenenti amianto; l’altra firmata dal gruppo di maggioranza Pd e Sel (e approvata in consiglio) che invece chiedeva alla giunta di sollecitare la Regione per l’approvazione del cosiddetto Piano regionale per la tutela dall’amianto, attivandosi al contempo col Governo per un censimento degli edifici pubblici. «Nel febbraio scorso - ha spiegato Baldacci - una delibera della giunta regionale ha approvato le linee di lavoro del Piano regionale, istituendo un gruppo di lavoro incaricato di elaborare gli indirizzi tecnici per la mappatura e la creazione di un software. L’obiettivo, alla fine, sarà quello di un piano operativo unico per tutti i Comuni toscani». Da qui il no alla mozione dei 5 Stelle.

La giunta, tuttavia, ha dichiarato che terrà in considerazione «le cose positive proposte in mozione»: l’idea di una campagna informativa e la proposta di creare “gruppi d’acquisto solidale” che permettano, attraverso accordi con aziende specializzate, di contenere i costi di bonifica. Un’apertura che comunque non ha soddisfatto i 5 Stelle: «Oggi, in pratica - commentano dal movimento - i cittadini possono solo sperare che la Regione si sbrighi e che il Comune riesca ad essere molto convincente col suo “utilissimo” sollecito».

Giacomo Pelfer