Parchi giochi bocciati o bisognosi di cure a Santa Croce

A stilare la classifica è l’ex vigile Enzo Oliveri: "In alcuni casi le strutture fatiscenti sono un rischio per i bambini"

SANTA CROCE SULL’ARNO. Scivoli e panchine che diventano potenziali trappole. Giochi ormai datati alle prese con i segni del tempo dopo anni di mancata manutenzione e qualche immancabile danneggiamento. L’ex vigile Enzo Oliveri (“Asma” per tutti i santacrocesi) torna a puntare il dito sulla manutenzione dei parchi pubblici cittadini, stilando una personale classifica di ciò che non funziona.

Sotto accusa, in particolare, alcuni giochi ormai fatiscenti che rischiano di diventare un pericolo e per i quali sarebbe opportuna una rapida rimozione. «Perché con la sicurezza dei bambini non si scherza - attacca Oliveri - È una fortuna che ancora non sia mai successo niente di grave». Una segnalazione che arriva ad un mesetto di distanza dall’installazione dei nuovissimi giochi presso il Giardino dei Bambini di Beslam, in via Copernico, e al parco Aldo Moro di viale di Vittorio: in tutto un investimento da 47mila euro di cui 39mila messi in campo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

«Non possiamo - dice Oliveri - limitarci sempre ad aspettare il “soccorso” della Fondazione. Occorrerebbe piuttosto tenere sott’occhio tutti i parchi e le aree a verde di Santa Croce e di Staffoli. Per fare il giro completo basta una mattinata. In questo modo l’amministrazione si renderebbe conto che ci sono situazioni di pericolo su cui sarebbe bene intervenire subito».

È il caso, ad esempio, del parco di via Angiolieri, dove l’ex vigile ha fotografato ciò che resta di uno scivolo rimasto per metà privo di sostegni e di scala, con tanto di chiodi in bella mostra. «Un pericolo mortale», lo definisce Oliveri, che prosegue l’elenco con il parco di piazza Fratelli Cetvi, dove nell’aprile 2014 furono sostituiti alcuni giochi. «Sulla torre in legno, però - fa notare Oliveri - mancano alcune stecche che rischiano di far cadere i bambini da un’altezza di oltre un metro. Ci sono anche alcune viti che fuoriescono dal legno». Qui come in via Angiolieri, alcune panchine presentano stecche rotte o assenti. Tutti nuovi e moderni, invece, i giochi dei giardini sull’Arno, anche se il “sindaco ombra” (come si definisce Oliveri dal 2010) punta il dito sulle condizioni della fontana e del bagno pubblico «ormai misteriosamente chiuso da anni».

«Altri giochi da sostituire si trovano poi in via del Volontariato e al parco di piazza Serrao, con diverse stecche rotte o mancanti – dice Oliveri – E lo stesso vale per via Marx e per il parco Robinson: di giochi ce ne sono diversi in buono stato, ma altri sono vecchi e arrugginiti, mentre panchine e tavoli hanno stecche di legno rotte». Buono, al contrario, il giudizio sui parchi di via Caravaggio, via Settembrini, quello di via del Bosco e di via Caduti Arma dei Carabinieri, «anche se i cestini sono pochi e andrebbero svuotati più spesso, così come risulta insufficiente, in molti casi, il numero di panchine. Anziché progettare un parco acquatico da cinquecentomila euro - conclude Oliveri - non sarà il caso di fare prima le cose che mancano e che servono?».