I migranti non vogliono dividersi, e scatta la protesta. In sette trasferiti a San Romano

L'edificio in cui sono stati ospitati i profughi a San Romano (foro Franco Silvi)

Non hanno accettato di rimanere nella struttura di San Rossore. Altri gruppi sono stati accolti a Cascina, Castellina Marittima e Perignano

SAN ROMANO. Momenti di tensione, nella mattinata di venerdì 8 maggio, a San Rossore, dove un gruppo di sette migranti provenienti dalla Nigeria, ma in Italia già da diversi mesi, non ha voluto essere alloggiato nella struttura e soprattutto hanno chiesto di non essere separati. Erano adulti, già identificati e ospitati in altre regioni italiane e ora destinati in Toscana. Da un anno vivono insieme e quando hanno capito che avrebbero abitato nella struttura di Piaggerta, tra cinghiali e pineta, hanno fatto sentire la loro e alla fine è stata trovata una soluzione. Sono stati accompagnati in una struttura a San Romano nel comune di Montopoli Valdarno.

«Da noi i migranti trovano ospitalità nel centro di accoglienza di proprietà del convento dei frati, che al momento ne accoglie 22, o appartamenti gestiti dalla cooperativa La Pietra d’Angolo», dice il sindaco Giovanni Capecchi. Sempre venerdì 8 maggio sono arrivati in provincia di Pisa altri profughi. Tre sono stati accolti a Cascina, nell’ex casello idraulico a San Benedetto a Settimo, e cinque a Castellina Marittima.

Nei giorni precedenti erano arrivati altri undici migranti, destinati sia a San Romano (tra loro cinque minorenni) e a Perignano. Per domenica sono attesi altri arrivi legati agli sbarchi sulle coste italiane, si parla di una ventina di migranti che saranno ospitati a Piaggerta. Al momento sono 49 i profughi ospitati nell’area pisana, oltre 100 in tutta la provincia di Pisa. Finora l’Unione dei Comuni della Valdera intendono portare avanti il modello di accoglienza diffusa, con pochi nuclei diffusi sul territorio. Una strada che i continui arrivi potrebbero alla fine rendere non più percorribile.

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L’ipotesi iniziale di trasferire 70 profughi in un albergo dismesso a Santa Croce sull’Arno è naufragata anche se la prefettura di Pisa inizialmente aveva ammesso ai progetti di accoglienza una cooperativa romana. Buona parte di questi migranti sono stati accolti in Valdera e nei piccoli centri del comprensorio del Cuoio. Sono già stati trasferiti a Pontedera (22), Terricciola (5), Peccioli (6), Buti e Capannoli (4), Calcinaia (14), Bientina (15), Casciana Terme Lari (7).

L'accoglienza non consente pretese. Il "Buongiorno Toscana" del direttore del Tirreno Omar Monestier

Posted by Il Tirreno on Venerdì 8 maggio 2015