Volterra, dagli scavi dell'asilo viene scoperta una tomba villanoviana

Il luogo in cui è stata ritrovata la tomba

Il reperto è stato rinvenuto in località Ortino e inviato ai laboratori della Soprintendenza. Si tratta di un contenitore del diametro di oltre 80 cm e un’altezza presumibile di oltre un metro

VOLTERRA. Una tomba entro dolio (un grande vaso) di epoca villanoviana torna alla luce in località Ortino. La scoperta è avvenuta durante le indagini archeologiche preventive finanziate dal Comune di Volterra in vista dell’edificazione di un asilo nido. Un ritrovamento importante che segue quello di alcuni mesi fa quando durante i lavori per il ripristino del crollo delle mura tornò alla luce un'antica capanna villanoviana sotto piazza dei Fornelli.

«Una scoperta notevolissima – dichiara il sindaco Marco Buselli -  che apre nuovi scenari sulle testimonianze pre-etrusche a Volterra. Ci auguriamo che i ritrovamenti possano convivere facilmente con la costruzione del nuovo asilo, che la città aspetta da anni».

Il trasporto della tomba ritrovata in località Ortino

La tomba è un grande contenitore del diametro di oltre 80 cm e un’altezza presumibile di oltre un metro. Il vaso, con l’eccezione della parte sommitale, ovvero della bocca, intaccata probabilmente dai lavori agricoli, appare in buone condizioni di conservazione. Era stato inserito entro una ampia fossa circolare  e calzato con ben tre filari di pietre disposte a raggiera alternate a strati di sabbia. Nel cantiere è stato iniziato lo scavo anche dell’interno del contenitore, ma si è subito accertato che parte della copertura di sassi era tracollata all’interno già in passato.

Dai frammenti del corredo che è stato possibile recuperare in cantiere pare lecito supporre di trovarsi dinnanzi ad una sepoltura di epoca villanoviana. Nella giornata di lunedì 30 marzo, a causa delle precarie condizioni di conservazione del corredo contenuto nel vaso, amministrazione comunale e Soprintendenza hanno deciso di rimuovere il vaso e trasportare la sepoltura al laboratorio di restauro della Soprintendenza Archeologia della Toscana, dove sarà possibile procedere alle necessarie analisi, allo scavo ed al restauro del corredo e del dolio.

Lo scavo e le operazioni di distacco, eseguite sotto la direzione scientifica della soprintendente Elena Sorge e del restauratore Stefano Sarri della Soprintendenza Archeologia della Toscana, sono stati eseguiti da Giacomo Baldini, Valeria d’Aquino e Emanuele Mariotti, e dalla restauratrice Cecilia Gabellieri.