Inchiesta avviata nel 2012, indagati i vertici del Consorzio

Era l'estate 2012 quando, a seguito di alcune segnalazioni sullo stato del fiume Usciana, iniziavano le indagini. L'inchiesta, con al centro il depuratore di Ponte a Cappiano gestito dal Consorzio...

Era l'estate 2012 quando, a seguito di alcune segnalazioni sullo stato del fiume Usciana, iniziavano le indagini. L'inchiesta, con al centro il depuratore di Ponte a Cappiano gestito dal Consorzio conciatori di Fucecchio, portò alle dimissioni (volontarie) dell'allora presidente Massimo Banti e del direttore tecnico Claudio Brotini, poi indagati insieme al responsabile della manutenzione Guido Morelli e al capo impianto Marco Bocelli. I numeri trapelati in quei primi mesi sono inquietanti: 5 milioni di metri cubi riversati in 6 anni nel fiume, per un presento profitto illecito di 18.250.000 euro. Il tutto - stando alle accuse - aggirando i controlli periodici di Arpat attraverso una manomissione al campionatore, effettuata con un semplice cacciavite. Fatti che avevano portato, a partire dal 1°febbraio del 2013, a una deviazione di tutti i reflui del comparto ad Acquarno e, in ottobre, a un maxi-sequestro di beni al Consorzio di valore equivalente ai profitti illeciti stimati. Di due mesi fa, poi, la notizia della condanna in rito abbreviato a un anno e due mesi per Morelli e Bocelli ed il rinvio a giudizio per ex presidente e direttore. A novembre il Comune di Fucecchio si è costituito parte civile. (n.d.m.)