Maxi rivoluzione a scuola aule spostate come puzzle

Domani i cambiamenti: interessati il Fermi, il Marconi, il XXV aprile e il Montale Tutta colpa dei lavori per ridurre il rischio allagamenti nell’edificio dell’Itcg

PONTEDERA. Come un puzzle gigante. Il villaggio scolastico pontederese si prepara a una vera e propria rivoluzione. Protagonisti assoluti gli studenti, che da domani verranno spostati e dislocati in altre aule fino a comporre tassello dopo tassello un complicato mosaico fatto di spazi utilizzabili e cantieri interni alla scuola. Ma facciamo un passo indietro. A questa estate, quando i numerosi temporali che si sono abbattuti sulla Toscana hanno fatto emergere una criticità nell’edificio del Fermi: le aule al piano terra non sopportano grandi quantitativi di pioggia e si allagano. Un problema non di poco conto in vista dell’inverno, che convince la preside Cristina Cosci a prendere provvedimenti. I lavori di ristrutturazione dei locali iniziano il 18 agosto, ma bastano pochi giorni per capire che l’intervento richiede più tempo di quanto preventivato. Quindi alcune aule andranno sgomberate, spostando le classi che all’interno di solito svolgono le lezioni. Comincia la scuola e gli alunni si siedono tra i banchi, ma i dirigenti scolastici nel frattempo si riuniscono per studiare una soluzione. Il piano terra della struttura centrale Fermi, infatti, è destinato a essere lasciato in mano agli operai. Pierluigi Robino, Cristina Cosci, Lucia Orsini e Luciana Rocchi, presidi rispettivamente di Itis Marconi, liceo Fermi, liceo Montale e liceo XXV Aprile, riescono a sbrogliare la matassa. Le classi del piano terra inagibile del Fermi verranno trasferite all’interno dell’edificio ovest, dove solitamente si trovano 11 classi del Montale. Quest’ultime invece verranno dirottate in blocco nel liceo scientifico XXV Aprile, che però a sua volta aveva fino a ora ospitato 5 classi del’Itis Marconi, prossime allo spostamento tra le mura del Fermi. Sembra un rompicapo da settimana enigmistica ma c’è poco da scherzare, visto che la ridistribuzione degli alunni porterà con se molteplici problematiche. Prima fra tutte quella degli spazi a disposizione, come spiega Cristina Cosci: «Da lunedì saremo in sofferenza. Avremo 43 aule per 48 classi da accogliere e saremo costretti a sacrificare i laboratori per ospitare gli alunni. Il problema degli allagamenti nelle aule era diventato insostenibile. Dopo una lunga riunione alla presenza dell’amministrazione provinciale abbiamo optato per questo tipo di soluzione, che a nostro avviso è la migliore per i ragazzi». Anche perché i tempi per la conclusione dei lavori si preannunciano piuttosto lunghi. «L’accordo con i colleghi – spiega ancora Cosci – è stato preso precauzionalmente su base annuale, nella speranza che prima della fine dell’anno scolastico si possa tornare alla normalità. Ci vorranno parecchi mesi per sistemare le stanze al piano terra, poiché ancora non è stato deciso il metodo di svolgimento dei lavori. Gli ingegneri stanno procedendo con i sopralluoghi ma non è facile. L’intervento deve essere definitivo ed è necessario un attento studio prima di cominciare con le operazioni». A risentire maggiormente della sistemazione provvisoria delle classi saranno le attività parallele alle lezioni. Quelle svolte all’interno dei laboratori, da domani occupati in pianta stabile dagli studenti. «Cercheremo comunque di non far mancare niente agli alunni – chiude la preside del Fermi – sperando di poter festeggiare la fine dei lavori il prima possibile».