Energia dal letame delle mucche: la scommessa è vinta

“Fattorie Toscane” dell’imprenditore pontederese Pesce ha realizzato l’impianto a biogas sulle colline di Santa Luce

PONTEDERA. Dal letame dei bovini ecco il biogas per l’energia pulita. Tutto questo è una realtà ormai consolidata in una azienda agricola pisana, Fattorie Toscane, di proprietà del gruppo Pesce che vi ha investito circa sette milioni di euro anche se il progetto complessivamente richiederà risorse per nove milioni.

L’operazione è stata realizzata sulle colline di Santa Luce, in una zona di grande pregio ambientale. Tra distese di verde e casolari è stato costruito un impianto da 1,6 megawatt di energia elettrica e termica prodotta da biogas ricavato al 95% dal letame bovino. L'impianto (che dà lavoro in maniera diretta e indiretta a 20 persone) permetterà di tagliare circa 700 tonnellate di anidride carbonica all’anno.

La produzione del biogas (in prevalenza metano) avviene tramite la digestione anaerobica del letame, il cui gas alimenta un cogeneratore.

«È il primo esempio del genere in Toscana e l’unico in Italia per le sue caratteristiche – spiega l’imprenditore della Valdera, Gianni Pesce – e il biogas è prodotto solo da biomasse di origine zootecnica. Per il Comune di Santa Luce lo sviluppo delle energie rinnovabili è stato una priorità e ci ha sostenuto quando abbiamo presentato il nostro progetto».

A Santa Luce arriva il letame delle 13 fattorie che la famiglia Pesce possiede in provincia di Pisa in dieci comuni diversi con un’estensione di 2mila ettari di terreno dove vengono allevati i bovini e raccolto grano toscano per le forniture all’Unicoop.

L’azienda ha sostenuto un investimento milionario ampliando le stalle per poter ospitare fino a 4mila capi ma al tempo stesso per cercare di economizzare i costi di smaltimento del letame dei bovini. Tant’è che l’impianto di Santa Luce funziona solo con gli scarti aziendali delle diverse fattorie e sansa di olive.

I collaudi dell’innovativo impianto si sono conclusi alla fine del 2012. «Per quanto riguarda l’allevamento, la macellazione e la distribuzione dei bovini lavoriamo in sinergia – aggiunge Pesce – con il gruppo Cremonini e abbiamo un accordo con Unicoop Firenze che tratta la nostra carne in esclusiva in numerosi punti vendita».

In totale la potenza dell’impianto è pari ad un megawatt, per una produzione di circa 8000 Mwh di energia elettrica l’anno (in grado di soddisfare il consumo per più di 1.200 famiglie). Ovviamente l’energia pulita viene venduta alla rete pubblica. Inoltre viene prodotto un megawatt di energia termica, acqua calda di recupero, che è utilizzata per l’essiccazione di quella parte di biomasse che non saranno trasformate in biogas. Si tratta del cosiddetto “digestato”, il substrato residuo del processo di fermentazione che diventerà concime biologico, un fertilizzante in alternativa ai tradizionali concimi chimici.

La produzione di energia in un impianto di biogas prodotto da digestione di biomasse agricole è un processo a bilancio zero di Co2 e quindi rientra nel pieno rispetto del Protocollo di Kyoto.

Insieme alla centrale di biogas l’imprenditore Pesce ha riqualificato tutta la stalla già esistente con il conseguente miglioramento del benessere animale, che viene seguito anche dalle associazioni animaliste del territorio.

Il progetto, che l’amministrazione del piccolo comune non solo ha compreso ma anche sostenuto, comprende opere per ridurre l’impatto ambientale e fasce alberate per ridurre l’impatto dei vari impianti.

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