Dopo il caffè anche il farmaco a pagamento va “in sospeso”

CASCIANA TERME LARI. Negli ultimi anni anche curarsi è diventato un lusso. Lo dicono le statistiche, che non mancano di far suonare questo tipo di allarme, relativo soprattutto agli anziani. Sempre...

CASCIANA TERME LARI. Negli ultimi anni anche curarsi è diventato un lusso. Lo dicono le statistiche, che non mancano di far suonare questo tipo di allarme, relativo soprattutto agli anziani.

Sempre più spesso, i cittadini indigenti sono costretti a rinunciare ai farmaci o a centellinarne le dosi per risparmiare qualche euro.

Ecco che allora, per venire incontro alle fasce più deboli una farmacia di Lari, la Boschi Menichetti, ha pensato di utilizzare un’iniziativa che è già in voga in diversi bar. In quest’ultimo caso, si tratta del “caffè sospeso”. Ora, esiste anche il “farmaco sospeso”.

«In molti esercizi pubblici del paese – spiega la dottoressa Elena Menichetti – i cittadini lasciano un caffè pagato a chi si presenta dopo di loro al bancone. È un gesto di cortesia che presuppone un moto di generosità nei confronti dell’altro: io faccio una cortesia a te che un giorno me la renderai.

È con questo spirito che abbiamo pensato: noi vendiamo farmaci, e allora perché non estendere questa consuetudine ai medicinali? Del resto, penso che in giro ce ne sia un gran bisogno».

In sostanza, da una quindicina di giorni, chiunque voglia potrà lasciare pagato un farmaco da banco (di quelli cioè a pagamento) per i compaesani che ne hanno necessità e che magari vi rinunciano in silenzio perché non se lo possono permettere.

«Siamo partiti due settimane fa – spiega la titolare – nei giorni della sagra. Sì, mi pare proprio ci fosse la sagra della ciliegia».

Perché, capita anche che nei piccoli centri il tempo venga scandito dall’arrivo e dalla fine di una festa.

«Il tutto sarà fatto nel rispetto dell’anonimato sia del donatore che del ricevente – continuano dalla farmacia – e riguarderà solo i farmaci non mutuabili, come gli antiallergici, gli antipiretici o gli antidolorifici.

Già da tempo, a chi è in difficoltà consigliamo di acquistare i generici. Spesso la spesa si riduce sensibilmente rispetto a quanto risulterebbe con i prodotti di marca».

Secondo le cifre rese note dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, la spesa procapite in capo ad un anno per l’acquisto di medicine si aggira intorno ai 150 euro l’anno a persona.

«Purtroppo la crisi economica ha generato anche una flessione significativa nella tutela degli indigenti – dice Menichetti – quindi nel nostro piccolo vogliamo provare a supportare gli abitanti di Lari come meglio possiamo».

In questi giorni è stata predisposta anche “una batteria di offerte”, come a breve saranno affissi dei cartelloni informativi, «altrimenti il progetto rischia di nascere e morire qui».

«Il paese sta cercando di uscire da un periodo nero sul fronte economico – spiega la farmacista –. Fino a poco tempo fa eravamo addirittura esclusi dalla circolazione a causa di importanti lavori al manto stradale. In pratica, non eravamo accessibili all’utenza che ci voleva raggiungere. Questa iniziativa è anche l’occasione per cercare di rivitalizzare il giro intorno al paese e dare una mano a chi ne abbia bisogno. Siamo un piccolo centro ma pieno di persone fiduciose e mosse da una grande dose di entusiasmo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA