«Più controlli non bastano occorre il dialogo»

CASTELFRANCO DI SOTTO. «I controlli sono stati intensificati, ma sappiamo che si tratta di un deterrente limitato: chi racconta che la sorveglianza è la soluzione immediata fa soltanto propaganda....

CASTELFRANCO DI SOTTO. «I controlli sono stati intensificati, ma sappiamo che si tratta di un deterrente limitato: chi racconta che la sorveglianza è la soluzione immediata fa soltanto propaganda. Per questo stiamo lavorando da tempo a un progetto di medio e lungo termine da mettere in campo se saremo chiamati ad amministrare il Comune». È affidata alle parole del consigliere Giulio Nardinelli la replica del Pd di Castelfranco sulla questione dell’Orto di San Matteo, alla luce delle recenti prese di posizione delle altre forze politiche e delle proteste degli abitanti, che nei giorni scorsi hanno anche consegnato un esposto in Procura. Un problema di civiltà, di convivenza, che vede protagonisti gruppi di ragazzi, molti di origine straniera, i cui atteggiamenti da bulletti hanno più volte fatto saltare i nervi ad alcuni abitanti. Questione che, a detta dei residenti, l’amministrazione avrebbe dovuto affrontare con più decisione, ricorrendo anche a un’apposita ordinanza, prevista dall’articolo 54 del Testo unico degli enti locali, per le emergenze di sicurezza urbana. Uno strumento che Nardinelli definisce «forse improprio, eccessivo» per la situazione dell’Orto di San Matteo: «Perché non vedo un problema di legalità – dice – ma piuttosto di convivenza». «Tutti noi – spiega – ci rendiamo conto delle necessità immediate, a cominciare da un maggior presidio del territorio da parte della polizia municipale, ma sarebbe miope pensare che i controlli siano l’unica ricetta. Da alcuni mesi i passaggi nel centro storico, anche a piedi, sono stati intensificati e continueranno ad aumentare, ma sappiamo benissimo che da soli non bastano. Le altre forze politiche, in questi giorni, stanno offrendo soluzioni a breve termine per fini elettorali. Una forza di governo, invece, deve chiedersi come vorremmo che fosse il centro storico e avere la capacità di elaborare soluzioni a medio e lungo termine. Ed è quello che stiamo facendo, anche con la recente approvazione della variante al regolamento urbanistico». E la soluzione a lungo termine parte innanzitutto dal dialogo: «Dobbiamo parlare con i genitori di questi ragazzi – dice Nardinelli – come suggerito anche da alcuni residenti, e diffondere tra i nuovi abitanti del centro un maggior senso civico nel modo di vivere questi spazi».

Giacomo Pelfer