Daniele al cinema: uno schiaffo alla Sla

Il Cineplex apre appositamente una propria sala per ospitare la famiglia Deri

PONTEDERA. Le porte di un cinema possono aprirsi ad un malato di Sla. Non importa se la malattia lo costringe immobile su un lettino e lo fa vivere attaccato ad un respiratore. L’aiuto degli amici e la forza di volontà della moglie, oltre alla disponibilità della direzione del cinema multisala Cineplex, hanno reso possibile un sogno. Quello che le figlie del cinquantenne di Cascina malato di sclerosi laterale amiotrofica avevano da tempo.

Poter andare al cinema con tutta la famiglia senza il pensiero del padre che resta a casa da solo o con una persona che si prende cura di lui. Non è la prima volta che la famiglia Deri riesce in un’impresa che dall’esterno qualcuno potrebbe considerare difficile se non impossibile da attuare. Alle 10 l’ambulanza arriva davanti al Cineplex. Pochi accorgimenti sono sufficienti a trasportare Daniele, seguito da un numeroso gruppo di persone, all’interno della sala dove sarà proiettato il film, “La vita di Pi”.

L’ascensore è piccolo e la scala mobile stretta. Ma i volontari non si perdono d’animo e in pochi minuti Daniele viene sollevato lungo le scale che portano al primo piano del cinema. Una manciata di minuti ancora e viene attaccato il respiratore automatico. Tutto è pronto per la proiezione.