In mostra l’eccidio dei minatori del 1944

CASTELNUOVO VDC. Da domani, a distanza di 68 anni l’associazione culturale Il Chiassino di Castelnuovo Valdicecina commemora la prima strage operaia della guerra di liberazione dai nazifascisti con...

CASTELNUOVO VDC. Da domani, a distanza di 68 anni l’associazione culturale Il Chiassino di Castelnuovo Valdicecina commemora la prima strage operaia della guerra di liberazione dai nazifascisti con una mostra presso la sala esposizioni del Cinema Tirreno, la stessa sala nella quale vegliarono in attesa della morte 77 minatori, sei erano già stati fucilati la sera prima.

Il 14 giugno 1944 fu una carneficina di cui la cittadinanza di Castelnuovo conserva gelosamente la memoria. Questa sera l’associazione allestirà la mostra e nel farlo sarà come vegliare la memoria dei caduti, nelle stesse ore sebbene a distanza di 68 anni, in cui venivano rinchiusi nel cinematografo sotto la minaccia di mitragliatrici. Mentre domani la mostra sarà aperta al pubblico dalle 9 alle 20. Nel pomeriggio alle 17.30 la cerimonia dell’amministrazione comunale sul luogo dell’eccidio.

In un periodo cruciale della seconda guerra mondiale, mentre l’Italia era divisa in due parti e gli alleati avanzavano verso la Toscana, dopo aver liberato Roma, un gruppo di ottantatré minatori veniva rastrellato e sterminato da un reparto di polizia comandato da ufficiali tedeschi e composto da militi italiani. La loro colpa era quella di aver organizzato una guardia armata - di vecchi fucili da caccia - per sorvegliare e difendere il posto di lavoro.

Ne hanno scritto padre Ernesto Balducci, Luciano Bianciardi e Carlo Cassola, Paolo Pezzino e Katia Taddei, eppure resta un episodio davvero terribile e ancora sconosciuto ai più, soprattutto ai giovani. Fu la prima strage, dopo le Fosse Ardeatine, voluta per punire il presumibile appoggio degli operai alle formazioni partigiane che operavano nei boschi e nei paesi delle Colline Metallifere.

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