Pirogassificatore, la Provincia si conferma arbitro

CASTELFRANCO. La Provincia si ferma. Niente ricorso al Consiglio di Stato in merito alla sospensiva disposta dal Tar alla costruzione dell’impianto della Waste Recycling a Castelfranco. Annullate le...

CASTELFRANCO. La Provincia si ferma. Niente ricorso al Consiglio di Stato in merito alla sospensiva disposta dal Tar alla costruzione dell’impianto della Waste Recycling a Castelfranco. Annullate le tre determine con cui la dirigente del Servizio ambiente provinciale aveva deciso di dare seguito alla battaglia legale. Lo aveva detto il presidente Pieroni e lo ha chiarito il direttore generale dell’ente Giuliano Palagi nell’atto che annulla quanto disposto dalla collega Laura Pioli.

«Sono carenti sotto il profilo della corretta ponderazione degli interessi e della valutazione necessaria circa l’opportunità o meno di promuovere un’ulteriore fase del giudizio i cui costi per la Provincia di Pisa possono essere evitati e risparmiati in attesa della definizione nel merito della controversia e che l’attuale sospensiva dell’autorizzazione non produce alcun danno all’Ente». È quanto si legge nella determina del direttore Palagi in merito agli atti disposti da Pioli.

La determina 1612 mette a fuoco la prospettiva da cui la Provincia guarda alla vicenda pirogassificatore. Tra le premesse si ricorda che la Legge regionale attribuisce all’ente e non alla Regione le funzioni relative al rilascio dell’autorizzazione all’installazione e all’esercizio di impianti di produzione di energia che utilizzano fonti rinnovabili e che «pertanto è la Provincia l’ente che meglio può operare la necessaria comparazione tra contrapposti interessi ai fini del rilascio o meno delle richieste autorizzazioni».

E torna a chiare lettere il ruolo di arbitro a cui si è richiamato Pieroni. La Provincia nella vicenda «non è soggetto portatore di un proprio interesse giuridicamente rilevante, ma soggetto terzo, arbitro di una corretta ponderazione tra i contrapposti interessi in campo». Da una parte l’impresa, e dall’altra i Comuni interessati, i Comitati ed i cittadini. L’indirizzo politico è quello di non presentare ricorso al Consiglio di Stato perché è «inopportuno intervenire in una fase processuale cautelare, preferendosi, al contrario, attendere l’esito nel merito dei ricorsi, previsto per novembre».

Tra gli effetti immediati della decisione c’è un risparmio di 6mila euro per l'Ente. Tanto aveva stanziato Pioli per da seguito ai ricorsi. Non regge neppure l’eventuale danno economico lamentato dalla Waste Recycling «stante la sperimentalità dell’avvio dell’attività e la limitazione a un anno». Mentre è «rilevante e giuridicamente qualificabile l’interesse della popolazione residente ad un insediamento produttivo che rispetti la normativa vigente sotto il profilo ambientale e di tutela della salute». (m.m.)

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