Fu soffocato dai banditi

Mauro Franceschi deceduto poco dopo la rapina

Franceschi morì dopo l'assalto in villa: non fu infarto

 VISIGNANO. «Dalla relazione del medico legale emerge che mio padre è morto per soffocamento. Gli è stato provocato dalla mano di uno dei ladri sulla sua bocca. Così gli impedirono di urlare». Massimiliano Franceschi, 31 anni, figlio di Mauro, chiarisce così le modalità della morte del padre. Lo fa ripensando a quel che accadde, la notte tra il 14 e 15 aprile nella villa di famiglia, in via Maggi a Visignano. I banditi fecero irruzione all'interno dell'abitazione e Mauro Franceschi, 61 anni, titolare della Nuova Kros di Ospedaletto - ditta che si occupa dell'allestimento di fiere, sagre e spettacoli - oltre a essere titolare della sala scommesse sportive a Fornacette e dei Palabingo di Navacchio e di Livorno, fu colto da malore, dopo che un bandito gli aveva tappato la bocca per evitare che urlasse. In un primo momento si era parlato di un infarto. Uno dei banditi, prima di darsi alla fuga con gli altri (probabilmente erano in 5) aveva addirittura chiamato il 118 per avvertire che Franceschi stava male. A nulla valsero i tentativi di rianimazione dei soccorritori, chiamati sul posto. «È bene chiarire anche la questione dei problemi di cuore - dice ancora Massimiliano Franceschi - Mio padre non era cardiopatico. Era in dialisi. Sicuramente il suo cuore ha risentito dell'aggressione. Anche se la causa della morte è stato il soffocamento e non l'infarto».  Questo nuovo aspetto emerge dalla perizia del medico legale che ha effettuato l'autopsia, il dottor David Forni, consulente tecnico del pubblico ministero Sisto Restuccia, il magistrato che sta portando avanti le indagini su quanto avvenne nella villa di Visignano nell'aprile scorso. I banditi se ne andarono dopo aver preso circa 20mila euro in contanti da una cassaforte, un orologio Rolex d'oro e alcuni gioielli, per circa centomila euro. Mauro Franceschi e la sua famiglia vennero sorpresi nel sonno dai banditi che, dopo l'aggressione e la rapina, se ne sono andati senza lasciare tracce per permettere agli inquirenti di poter dare loro un volto o un'identità. Durante la'ssalto in villa anche il figlio Massimiliano rimase ferito alla testa.
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