"L'Alba" diventa un modello

Diana Gallo, volterrana, classe 1972, è la presidentessa della associazione L’Alba

Lotta al disagio psichico: cresce l'attività del sodalizio

 PONTEDERA. Per festeggiare donne così non importa ricorrere all'8 marzo. Basta dare un'occhiata al lavoro svolto, alla strada fatta, ai risultati ottenuti.  Lei si chiama Diana Gallo, è del '72, viene da Volterra e vive, felicemente indaffarata nei suoi tanti progetti, a Pisa. Invece, l'associazione di cui è presidente si chiama "L'Alba", è nata nel 2000 e oggi è considerata un'esperienza-faro nel campo della lotta al disagio psichico e ai pregiudizi che da sempre lo contornano. Un po' da tutta Italia arrivano per chiedere a Diana e alla sua squadra: ma come avete fatto a organizzare tutto questo? La risposta, dice lei, è semplice: «Tanta passione, umanità e competenza, remando tutti nella stessa direzione».  Prima una lunga esperienza maturata all'interno di associazioni e strutture del territorio, poi via a fare un'operazione da direttore d'orchestra della salute mentale: i migliori strumenti trovati mano a mano per strada li ha progressivamente convocati in un unico ensemble. Strumenti fondamentali come quello, per esempio, dell'auto-aiuto: «I primi gruppi di auto-aiuto esistono da parecchio tempo. Alessandro Lenzi, psichiatra, ricercatore presso la Clinica Psichiatrica dell'Università di Pisa e socio fondatore dell'associazione, li usava già nei primi anni Novanta. Vi partecipavano i medici, i pazienti ricoverati, i loro familiari. Poi, piano piano, grazie all'impegno volontario di tanti, e all'appoggio di professionisti come Corrado Rossi, coordinatore del dipartimento di salute mentale dell'Asl 5 di Pisa, abbiamo capito che i gruppi di auto-aiuto, se inseriti in un contesto organizzativo più ampio, avrebbero funzionato meglio.  Da lì, raccogliendo l' idea lanciata dal territorio di Massa, attraverso l'agenzia formativa Performat abbiamo promosso il corso per "Facilitatore sociale". Il nostro facilitatore è una persona che, dopo aver conosciuto e superato i problemi legati alla sofferenza mentale, acquisisce, grazie agli specifici corsi di formazione, gli strumenti teorico-pratici per trasformare il proprio vissuto in un bagaglio di risorse da investire nella relazione d'aiuto con chi sta ancora male. Il 25 marzo prossimo alla sede del Polo Tecnologico di Navacchio si terrà il convegno finale del corso per facilitatori 2011, gli interessati possono trovare il programma sul nostro sito, www.lalbassociazione.com».  Oggi la polimorfica attività portata avanti dall'associazione e lo spirito che la guida sono fisicamente rappresentati dal luogo che dal 2007 ospita la sua sede: il circolo Arci "L'Alba", un luogo dove «concretamente si abbatte la barriera tra chi sta bene e chi no». Lì tutti si danno da fare allo stesso modo (tecnici, utenti, operatori, volontari, cittadini) per portare avanti le tante iniziative messe in campo (tra cui quella, gettonatissima, della ristorazione). E poi ci sono le tante realtà che, coordinate dall'associazione, operano sul territorio (un gruppo di auto-aiuto promosso da "L'Alba" è attivo al Centro Poliedro di Pontedera, in collaborazione con i servizi). Diana segue costantemente il tutto, ma con discrezione: «La mia è una regia silenziosa. Ai progetti devi dare passione e energia, ma la cosa più importante, al momento buono, è fare un passo indietro. Bisogna credere nelle capacità degli altri per crescere tutti insieme».
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