La società silura Lopez Alessandrini al capezzale della nuova Pistoiese

L’arrivo del nuovo tecnico ufficializzato ieri: nel pomeriggio il primo allenamento «So che la situazione non è facile, ma intanto voglio ridare serenità all’ambiente»



Pistoia. «So di arrivare in una situazione molto difficile. La squadra fino ad oggi ha ottenuto molto poco sotto il punto di vista dei risultati e se vogliamo centrare la salvezza dovremo intervenire in modo massiccio». Non ha usato tanti giri di parole Gianni Rosati, fotografando il quadro di crisi della Pistoiese e una sua possibile via di soluzione. A meno di una settimana dalla chiusura del calcio-mercato, il nuovo direttore sportivo dell’Olandesina è chiamato a un grandissimo sforzo per cercare di accaparrarsi calciatori importanti e funzionali al nuovo progetto tecnico degli arancioni. «Urgono interventi immediati - ha proseguito Rosati -. I movimenti saranno cinque o sei e andranno a toccare tutti i reparti, dalla difesa all’attacco. Sono consapevole che non è facile fare mercato in così poco tempo. Al momento non ho chiuso alcuna trattativa, ma il mio obiettivo è di ufficializzare almeno due giocatori prima della partita di domenica».


Ma quella di ieri è stata anche la giornata dell’addio a Giovanni Lopez, ratificato attraverso un comunicato uscito in mattinata. Un esonero che ha suscitato non poche perplessità in città, sia per il tempismo che per le modalità con cui si è consumato. «Quando c’è un cambio di società è necessario fare delle scelte che talvolta possono anche essere dolorose - ha chiosato l’esperto uomo-mercato -. Ho optato per Alessandrini in quanto lo conosco da anni e ha una filosofia di calcio che io apprezzo e condivido. Al tempo stesso voglio anche ringraziare Giovanni Lopez per la professionalità dimostrata fino all’ultimo giorno della sua permanenza alla Pistoiese».

Degli uomini legati alla nuova proprietà Gianni Rosati è stato l’unico ad assistere in loco all’ultima gara della Pistoiese. Un’assenza che si è fatta sentire e che ha generato non poche perplessità, non da ultimo nel capitano Francesco Valiani, intervenuto duramente nel post-partita. «Sono fermamente convinto che la squadra non debba essere toccata dalle vicende societarie - ha concluso Rosati -. Proprio per questa ragione sabato, seppur presente in tribuna a Reggio Emilia, ho deciso di non parlare alla squadra. Assieme agli altri dirigenti abbiamo preferito far concentrare i ragazzi solo ed esclusivamente sulle questioni di campo. Proprio per questo motivo ho parlato con Valiani e assieme abbiamo chiarito il piccolo malinteso sorto nei giorni scorsi».

A guidare dalla panchina la lunga marcia verso la salvezza della Pistoiese sarà invece Marco Alessandrini, terzo in linea di successione dopo Sassarini e Lopez, entrambi esonerati. «Arrivo a Pistoia con entusiasmo ma anche con la consapevolezza che la situazione non è facile - ha commentato -. Credo che le cose vadano affrontate passo dopo passo, con pazienza. Mio compito sarà quello di ridare serenità al gruppo e sondarne l’affidabilità. La rosa ha qualità, ma è altresì vero che deve essere rafforzata. Speriamo che con il lavoro e il tempo si riesca a raggiungere l’obiettivo della salvezza. Il compito è arduo, ma in passato mi è già capitato di subentrare in situazioni difficili e adempiere comunque al mio dovere. Fare proclami in questo momento sarebbe inopportuno e irrealistico: cercheremo di affrontare i problemi giorno dopo giorno».

Diversamente da quella del suo predecessore, la filosofia del trainer cuneese sembra fortemente improntata all’attacco. Per metterla in pratica, però, serviranno innesti importanti e molto celeri. «Come terzo allenatore non sarà semplice entrare nella testa dei giocatori - ha concluso Alessandrini -. Conosco Sassarini da tanti anni e so che è un ottimo tecnico; non conosco personalmente Lopez e trovo che sia impossibile dare dei giudizi dopo un solo mese di lavoro. Per mettere in pratica una certa filosofia di gioco servono anche calciatori con determinate caratteristiche. Vorrei una squadra che fosse protagonista del proprio gioco. È chiaro che per questo raggiungimento servono i giocatori giusti e il tempo per poter lavorare. Creare una mentalità diversa potrebbe anche essere una soluzione per venire fuori da questa situazione, ma nel calcio non esistono verità certe».

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