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Finge la rapina ma ha accoltellato la moglie: il racconto dell'uomo e la scoperta dei medici

Un’immagine simbolo di violenza in famiglia

Mentre alla donna venivano prestate le prime cure da parte dei sanitari, l’uomo aveva raccontava ai militari di essere stato aggredito per strada da un uomo mascherato e armato di coltello

PISTOIA. Aveva raccontato ai carabinieri che era stato un rapinatore per strada, mascherato e armato di coltello, a ferire all’addome la moglie, con cui stava tranquillamente passeggiando in via Nazario Sauro. Una coltellata – aveva detto lui – per portarle via la borsetta. Il tutto avvenuto il 28 febbraio scorso.

Le indagini dei carabinieri, invece, hanno portato alla luce una realtà molto diversa. E per l’uomo, un 45enne di nazionalità albanese, il giudice per le indagini preliminari ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con le accuse di tentato omicidio e di maltrattamenti in famiglia.


Secondo carabinieri e procura, infatti, a ferire all’addome la donna, 34 anni, anch’essa di nazionalità albanese, sarebbe stato proprio il compagno.

Quel 28 febbraio, mentre alla donna venivano prestate le prime cure da parte dei sanitari, l’uomo aveva raccontava ai militari di essere stato aggredito per strada da un uomo mascherato e armato di coltello. A causa della profonda ferita, la donna era stata sottoposta urgentemente ad un intervento chirurgico presso l’ospedale di Pistoia, che si era concluso con esito positivo.

Le indagini puntarono subito ad identificare il presunto rapinatore, ma non furono tralasciate altre piste. Ed è proprio così che i militari hanno accertato come andavano realmente le cose tra l’uomo e la sua compagna: la donna era stata costretta a subire ripetuti atti di violenza fisica e psicologica .

In modo particolare, dopo le dimissioni dall’ospedale, mentre la donna si trovava all’interno dell’auto del convivente per essere accompagnata per effettuare una visita di controllo presso l’ospedale di Pistoia, quest’ultimo l’aveva picchiata e coperta di insulti e minacce di morte. Un episodio avvenuto alla fine di marzo, scoperto il quale, l’uomo era stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Prato.

I carabinieri, intanto, hanno concentrato le indagini sulla vita della coppia, sfruttando anche servizi di osservazione, di intercettazione telefoniche ed ambientali. E alla fine sono emersi abbastanza elementi da convincere gli inquirenti che il vero responsabile del ferimento della donna, quel 28 febbraio, non era stato un misterioso rapinatore di strada, ma proprio lui. L’episodio più grave in una serie di maltrattamenti sia nei confronti della donna che dei due figli minori della coppia.

I carabinieri della sezione operativa ritengono dunque di aver fatto luce su una drammatica condizione di violenze e maltrattamenti verso la donna, soprusi continui che non sono cessati neanche dopo le dimissioni dall’ospedale dopo l’accoltellamento. Lo scenario emerso è quello di un sistema di oppressione e violenza che continuava da anni, un rapporto coniugale caratterizzato da una gelosia morbosa ed ossessiva che ha spinto l’arrestato ad accoltellare la moglie e successivamente ad inscenare la tentata rapina.

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