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Reddito di cittadinanza, numeri record a Pistoia. La Cgil: «Qui c’è troppo lavoro povero»

Gli assegni mensili più alti della Toscana (539 euro) si staccano a Pistoia. Sono 7.700 le persone che li utilizzano

PISTOIA. È decisamente poco invidiabile il primato regionale che detiene la provincia di Pistoia quando si parla di reddito di cittadinanza. È qui che si incassano i sostegni al reddito più consistenti della Toscana: 539 euro al mese, contro una media regionale che si ferma a 501,8. La realtà più vicina è quella di Massa Carrara, che però si ferma a 531,9 euro. Pistoia è anche terza in Toscana per numero di richiedenti in proporzione alla popolazione: 7.744 persone coinvolte è pari al 2,7 per cento della popolazione complessiva: una percentuale più bassa solo di Massa Carrara (3,2) e Livorno (2,8).

E siccome il reddito di cittadinanza – introdotto nel marzo 2019 dal governo Conte – è, almeno in parte, una integrazione al reddito familiare (fino a 6mila euro annui), ne segue che a Pistoia ci sono tanti nuclei familiari in condizioni economiche particolarmente difficili. Dati e tendenze che assimilano la provincia di Pistoia più al centro-sud che alla parte più dinamica del paese.


«Significa – osserva il segretario provinciale della Cgil Daniele Gioffredi – che c’è un territorio caratterizzato, più che altrove, da lavoro povero». Il sindacalista mette in fila anche altri dati: la dimensione particolarmente piccola delle aziende provinciali, le assunzioni che ogni mese sono in larga maggioranza con contratti precari, i report della Caritas che raccontano di nuovi poveri che sono tali pur avendo un lavoro, le ricerche mensili dell’osservatorio Excelsior delle Camere di commercio, che individuano a Pistoia una domanda di lavoro con qualifiche particolarmente basse.

«Anche questi dati sul reddito di cittadinanza – sottolinea Gioffredi – mettono in evidenza un progressivo impoverimento del territorio e una marginalizzazione del nostro sistema produttivo».

Insomma, un altro campanello d’allarme che suona e che, per la verità, lo fa da tempo. Perché i dati sul reddito di cittadinanza sono più o meno gli stessi fin dal varo di questo strumento.

Cosa fare, allora? «Bisogna essere capaci di attrarre investimenti sul territorio – risponde Gioffredi – specie sulle aree dismesse. C’è un problema di infrastrutture superate da ammodernare. E anche una questione legata alla formazione, in particolare a quella tecnica superiore. Ora che Hitachi è entrata nella Fondazione Its (sigla che sta per Istituti tecnici superiori, corsi di formazione specializzata post-diploma, ndr), ad esempio, bisogna radicare almeno un corso qui a Pistoia. Ci sono poi i patti locali per lo sviluppo delle competenze, la Regione li ha firmati con Prato, Livorno e Firenze. Perché non ci muoviamo anche noi?».

In diversi Comuni importanti della provincia tra qualche mese si andrà al voto. Potrà essere quella l’occasione per rilanciare questi temi? «Certamente, i Comuni hanno un compito importante. I dati che abbiamo visto finora sono provinciali, bene ricordarlo, ma credo che le scelte del Comune di Pistoia possano comunque essere determinanti».

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