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Pistoia, lascia foto di lei nuda e vibratori davanti a casa della ex: a giudizio

Tribinale di Pistoia

Denunce e braccialetto elettronico non erano serviti e lo scorso giugno il 42enne era finito in carcere

PISTOIA. Tre mesi prima per lui era già scattata una misura cautelare, quella del divieto di avvicinamento alla sua vittima e ai luoghi da lei frequentati. Con anche l’applicazione, per la prima volta in provincia di Pistoia, del braccialetto elettronico in grado di segnalare sia alla persona offesa che alle forze dell’ordine la violazione della distanza minima dalla donna prescritta dal giudice (500 metri). Ma tutto questo non era bastato all’uomo, che aveva continuato imperterrito a portare avanti la sua persecuzione nel confronti della ex, con l’aiuto, sicuramente, anche di una terza persona, che, proprio per eludere la limitazione imposta dal braccialetto elettronico, abbandonava al posto suo – sull’auto o davanti alla porta di casa della donna o dei suoi familiari – vibratori, falli finti e profilattici. Oltre a volantini con le foto di lei nuda scattate al tempo della loro relazione.

Tanto che per l’uomo era scattato il carcere.


Ieri mattina, il 42enne stalker fiorentino, difeso dagli avvocati Eraldo Stefani e Lapo Fè, è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pistoia che lo ha processato con il rito abbreviato per i reati di atti persecutori e revenge porn. Ottenuto lo sconto sulla pena previsto dal rito alternativo, l’uomo è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione.

Come accennato, l’uomo (di cui non facciamo il nome per non rendere identificabile la vittima, avendo avuto con lei una lunga relazione sentimentale) era stato addirittura arrestato, quando, il 25 giugno scorso, i carabinieri della compagnia di Pistoia avevano eseguito l’ordinanza di custodia cautelare disposta del giudice delle indagini preliminari del tribunale richiesta dalla procura della Repubblica per i reati di atti persecutori e revenge porn, contestati dopo le due nuove denunce formalizzate dalla vittima nel mese di giugno e le tempestive indagini effettuate dagli stessi militari dell’Arma.

Insomma, quella del 42enne fiorentino era diventata una vera e propria ossessione nei confronti della sua ex, tanto da spingerlo a fare di tutto pur di continuare ad avere contatti con lei nonostante il provvedimento cautelare emesso lo scorso marzo, dopo le prime denunce. Nei mesi precedenti aveva iniziato a pedinare la sua ex e più volte le aveva chiesto incontri, non graditi, per chiarire cose che la donna riteneva già chiarite. Ma non si era limitato a questo.

Vedendo che non riusciva a fare breccia, aveva stampato dei volantini con le immagini di lei nuda e li aveva affissi accanto all’abitazione di lei e vicino al suo luogo di lavoro.

Esasperata dalla situazione, che la costringeva anche a dover cambiare sempre strada quando usciva da casa, la donna si era rivolta ai carabinieri, e al termine di una breve indagine era scattato il divieto di avvicinamento, unito all’obbligo di dimora nel comune di residenza.

Inoltre il giudice aveva disposto l’applicazione del braccialetto elettronico, per la prima volta a Pistoia, nei confronti di uno stalker. Un braccialetto di quelli che solitamente vengono usati per controllare le persone agli arresti domiciliari ma con un’applicazione che aveva consentito di inserire nel software tutti i luoghi a cui non si doveva avvicinare.

Nei mesi successivi l’allarme non era mai suonato, nonostante la donna avesse continuato a trovare volantini vicino a casa e al luogo di lavoro e, in più, sulla sua auto e sulla soglia dell’abitazione, oggetti dall’esplicito riferimento sessuale, come vibratori, falli di gomma e profilattici. Circostanza per la quale gli inquirenti hanno sempre pensato che l’uomo si fosse fatto aiutare da qualcuno per deporre volantini e oggetti vari nei luoghi prestabiliti.

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