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Emergenza casa a Pistoia, sbloccati 500 sfratti dopo i rinvii concessi per la pandemia

Pistoia dall'alto

Esecuzioni in arrivo per i provvedimenti del 2020 e del 2021. Ma in provincia ci sono 229 alloggi Erp sfitti su 2.172 

PISTOIA. Dal primo gennaio, in provincia di Pistoia, sono diventati esecutivi i circa 500 sfratti rimasti congelati per tutto il 2020 e il 2021 a causa della pandemia. Con l’approvazione del decreto Milleproroghe e del successivo decreto Sostegni, il 31 dicembre è scaduto infatti il termine per il momentaneo blocco.

Secondo i dati del ministero degli Interni, elaborati dal Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari di Pistoia, nel 2020 sono stati 255 gli sfratti convalidati (193 i provvedimenti emessi più le 62 richieste di esecuzione). Numeri che, secondo le valutazioni del Sunia, sarebbero gli stessi anche nel 2021 (i dati ufficiali del Ministero non sono ancora stati diffusi) e che portano il totale a circa 500.


«Siamo molto preoccupati per le ripercussioni che potrebbero esserci – commenta Davide Innocenti, segretario provinciale del Sunia Pistoia – È necessario affrontare l’emergenza dell’esecuzione degli sfratti attraverso una nuova convocazione del tavolo di concertazione sull’inclusione sociale, che vede la presenza di diversi soggetti del territorio. Solo in questo modo, con il confronto e l’ampio coinvolgimento, sarà possibile gestire le situazioni di crisi sociale e l’emergenza abitativa che potrebbero scaturire».

Del tavolo a cui fa riferimento Innocenti, convocato dalla prefettura, fanno parte Tribunale di Pistoia, Spes, Fondazione Cassa di Risparmio, Comune di Pistoia, ordine degli avvocati di Pistoia, organizzazioni sindacali dei proprietari immobiliari e organizzazioni sindacali degli inquilini.

«È il momento – prosegue Innocenti – che quel tavolo torni a riunirsi e analizzi un resoconto dettagliato degli impegni messi nero su bianco lo scorso giugno».

Tra questi – ricorda il Sunia – in caso di morosità incolpevole (ovvero l’impossibilità di pagare l’affitto per la perdita del lavoro), l’adozione di misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica, ma anche la discussione di meccanismi che incentivino la riduzione dei canoni di locazione da parte dei proprietari o la riduzione dell’Imu grazie all’intervento dei Comuni.

«Sarebbe importante anche capire – prosegue il segretario del Sunia – come le amministrazioni comunali utilizzano i fondi del governo per la morosità incolpevole, visto che l’ultimo decreto sul tema ha disposto la possibilità per i cittadini di presentare domanda prima ancora dell’arrivo dello sfratto. Il che rappresenta un importante aiuto. Spesso però le persone nemmeno sanno di questa possibilità».

Tornando ai numeri degli sfratti, i dati 2020 registrano un calo del 35 per cento rispetto a quelli del 2019, quando furono 348. Ma il ribasso nasconde lo zampino della pandemia.

«Purtroppo – conclude Innocenti – non è un dato da leggere in positivo. Perché nasconde le difficoltà che gli uffici del tribunale, proprio a causa del Covid, hanno avuto nel gestire tutte le procedure. La situazione non è affatto migliorata, anzi, la pandemia ha peggiorato ulteriormente l’emergenza abitativa anche sul territorio della provincia di Pistoia».

Un paradosso, che si mostra in tutta la sua grandezza se si analizzano i dati relativi alle famiglie in attesa dell’assegnazione di un’abitazione di edilizia residenziale pubblica e il numero di alloggi Erp sfitti in provincia: 229 su 2172 totali.

«Numeri – conclude Innocenti – che posizionano Pistoia al terzultimo posto in regione per alloggi sfitti. Ecco perché, in questo senso, sarebbe importante vedere un coinvolgimento dei sindacati degli inquilini anche sul tema dell’utilizzo dei fondi del Pnrr e sulla rigenerazione urbana che passa anche dall’edilizia residenziale pubblica».

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