Pistoia, va all’asta la vecchia (ex) chiesa: servono quasi 180.000 euro

Santa Maria Nuova oggi è un rudere. Viene venduta una porzione di 230 metri quadrati

PISTOIA. Una porzione della chiesa di Santa Maria Nuova, sconsacrata dal 1925, finisce all’asta dopo anni di abbandono.

L’edificio si trova in largo Santa Maria, all’incrocio fra via Laudesi, via Ferrucci e corso Amendola. Quella stessa porzione di strada che, nel marzo 2019, a causa del pessimo stato di conservazione della struttura, fu chiuso al traffico su disposizione di un’ordinanza del Comune di Pistoia, in attesa della messa in sicurezza del muro esterno della chiesa. Che ancora oggi viene sorretto da dei tiranti.


Il prezzo base per l’offerta è di 179.500 euro e l’offerta minima è di 134.625 euro (pari al 75 per cento del prezzo base), con un rialzo minimo di 3.500 euro in caso di procedura di gara. Il 13 aprile a mezzogiorno è il termine ultimo per presentare l’offerta, mentre l’apertura delle eventuali buste è fissata al giorno successivo nello studio in corso Gramsci dell’avvocata Monia Gigli, legale incaricata di interessarsi della vendita dal giudice delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Pistoia.

Nello specifico, la porzione in vendita all’asta, pari a 230 metri quadri, va dal portone d’ingresso alla divisione trasversale in corrispondenza del terzo pilastro a forma ottagonale all’interno della chiesa. Rimane dunque fuori dalla vendita, perché di un’altra proprietà, la parte di struttura a ridosso dell’abside e quella che un tempo conservava l’altare. Le condizioni della chiesa – come più volte raccontato da Il Tirreno, a partire dal 2017 – sono pessime sia dal punto di vista strutturale sia da quello della conservazione delle opere che si trovano ancora al suo interno.

La ex chiesa di Santa Maria Nuova è infatti un gioiello del Duecento pistoiese che nasconde al suo interno affreschi trecenteschi ormai anneriti, nicchie dipinte e grandi colonne. Opere d’arte che alcuni anni fa furono visitati anche dal noto artista e restauratore pistoiese Giuseppe Gavazzi, che su alcuni affreschi intervenne con le proprie mani. Nella chiesa sconsacrata è anche accolto un dipinto ben più recente che ricorda il ruolo che l’edificio ebbe durante la seconda guerra mondiale, quando al suo interno fu allestito dalla Croce Rossa un punto di soccorso per i feriti. Molte altre opere e dipinti, così come le campane, furono invece trasferite nella chiesa dell’Immacolata, in via Antonelli.

Ormai chiusa da decenni, Santa Maria Nuova nel 2019 è stata protagonista di un sopralluogo dei vigili del fuoco, che in quell’occasione ne accertarono le gravi lesioni strutturali, portando il Comune a decidere di transennare tutto il tratto di strada laterale alla struttura, per evitare pericoli a pedoni e automobilisti. La struttura, dagli anni ’50 era di proprietà della famiglia pistoiese Flori, dell’omonima azienda di costruzioni. Un acquisto che la trasformò in magazzino per l’azienda. Con gli anni però le continue spese necessarie alla manutenzione dell’edificio hanno fatto sì che finisse in totale abbandono. Per anni, come aveva raccontato al nostro giornale Federico Flori, la sua famiglia aveva cercato di venderla, senza però trovare alcun acquirente interessato a riportarla al suo antico valore storico e architettonico.

Eppure, durante gli anni della giunta Scarpetti (alla metà degli anni Novanta), fu elaborato anche un progetto che prevedeva il passaggio gratuito dell’edificio al Comune di Pistoia, con l’idea di realizzarvi un corridoio coperto per i pedoni che volevano raggiungere il centro della città arrivando dal parcheggio Cellini, in quegli anni ancora in costruzione. Ora la notizia dell’asta e del primo tentativo di vendita reso però piuttosto complesso dal fatto che l’eventuale acquirente diventerà proprietario solo di una porzione della chiesa, e per di più messa parecchio male.

© RIPRODUZIONE RISERVATA