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La Pistoiese di Lehmann: i piani del patron tedesco per rilanciare l'Olandesina. «Obiettivo Serie B»

Il nuovo patron della Pistoiese, l’imprenditore tedesco Stefan Lehmann, alla sua prima apparizione ufficiale allo stadio Melani

«Vogliamo salire di categoria». Ma intanto c’è da mantenere la Serie C ed evitare la retrocessione nei dilettanti

PISTOIA. La Pistoiese è passata di mano e adesso è in quelle dell’imprenditore tedesco Stefan Lehmann. Giovedì 20 gennaio, nella tarda mattinata, c’è stato il closing, con la vecchia proprietà rappresentata da Orazio Ferrari e la nuova capeggiata da Lehmann – che secondo le ultime indiscrezioni potrebbe ricoprire direttamente anche il ruolo di presidente – che hanno messo nero su bianco l’avvicendamento. Dopo undici anni si è chiusa la gestione Ferrari e quella nuova è iniziata con le parole scoppiettanti del nuovo patron che ha subito alzato l’asticella, prospettando ai colori arancioni traguardi in questi anni innominabili: «Sono qui per portare la squadra a livello superiore e salire di serie».

L’uscita ardita, fatta con le sue prime parole nella conferenza stampa tenutasi allo stadio Melani dopo il closing, è di quelle che possono far sognare una città. Prima però c’è da pensare al concreto e a farlo sono stati gli altri volti nuovi della dirigenza arancione, il direttore generale Rino Caruso e l’amministratore delegato che guiderà in concreto il club, l’avvocato Alessandro Gammieri. «Da parte nostra – ha dichiarato Gammieri – c’è l’impegno a proseguire sulla scia tracciata dalla famiglia Ferrari. Ci ha lasciato un gioiellino, una società modello a livello imprenditoriale. Dal punto di vista sportivo speriamo di ritrovarci a festeggiare la salvezza per poi puntare a obiettivi che competono alla piazza di Pistoia».


Delle cifre e dei numeri dell’operazione, così come dell’investimento per il futuro della Pistoiese, però, non ha parlato nessuno, rimandando i dettagli a una nota della società che sarà disponibile prossimamente. «Siamo qui per fare impresa, per farla in maniera sana e costruttiva in una realtà come quella di Pistoia. Come società vogliamo dotare il settore sportivo degli strumenti finanziari idonei per un rafforzamento. L’impegno è importante, cospicuo, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi verrà dato anche seguito ulteriore. Chiaramente – ha poi puntualizzato il nuovo amministratore delegato dell’Olandesina – in caso di retrocessione il progetto andrà rivisto e modificato di conseguenza».

Di obiettivi immediati e del campo ha parlato anche il direttore generale Rino Caruso: «Vogliamo salvare la squadra – ha detto Caruso – poi ci saranno altri progetti, dal prossimo primo luglio a iscrizione avvenuta. Ce la stiamo già mettendo tutta il futuro direttore sportivo (Gianni Rosati, ndr), sta lavorando con il massimo impegno. La strategia è il rinforzamento della squadra per cercare da subito risultati positivi e dalla prossima settimana saranno aggregati nuovi giocatori».

Dopo la conferenza stampa all’ora di pranzo, la nuova dirigenza, accompagnata da tutto lo stato maggiore di quella precedente, ha proseguito il proprio tour istituzionale facendo visita al sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, poi al main sponsor e ai soci di minoranza della Holding Arancione.

«Il nuovo proprietario della Pistoiese e il suo staff sono venuti in Comune a presentarsi – ha detto Tomasi a riguardo –. Li ho informati dei lavori già effettuati allo stadio, di quelli in programma e della generale disponibilità che l’amministrazione comunale ha sempre avuto nei confronti della Pistoiese, ritenuta un valore per Pistoia. È la prima volta che la città e i tifosi si confrontano con una proprietà che non è del territorio: seguiremo la vicenda passo dopo passo, le valutazioni potranno essere fatte in base agli investimenti che vedremo realizzati per onorare la nostra squadra».

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