Contenuto riservato agli abbonati

L’esodo dei medici di base: 21 in pensione. Quarrata zona carente, la Montagna regge

Daniele Mannelli dell’Asl Centro

Nel biennio previste molte uscite per raggiunti limiti di età (e altre potrebbero aggiungersi). L’Asl fatica a trovare sostituti

PISTOIA. La coperta è cortissima, l’equilibrio è precario. E in alcune zone si è già spezzato, e non da ora. Per esempio Quarrata: nella città del mobile ci sono 14 medici di famiglia per 22.500 pazienti over 14 anni. Ne servirebbero almeno altri due fin da subito. L’Asl ha per ora alzato il massimale dei dottori in servizio, che hanno in carico oltre 1.600 cittadini a testa, quando il rapporto ottimale sarebbe un medico per 1.200 pazienti. Il limite dunque è sforato di parecchio.

E l’emergenza è dietro l’angolo: nel corso di quest’anno, nella sola Quarrata, andranno in pensione tre medici di base, in totale i pensionamenti per raggiunti limiti di età (70 anni) sono dieci sul territorio provinciale. Altri undici sono previsti nel 2023. «Il compimento del 70esimo anno è la data ultima alla quale possono restare in servizio, ma possono anche recedere anticipatamente (da 65 anni, ndr) con comunicazione effettuata con almeno due mesi di preavviso», spiega Daniele Mannelli, direttore della rete territoriale dell’Asl Toscana Centro. Il problema sono le sostituzioni: l’azienda sanitaria fatica non poco a stipulare convenzioni di medicina generale.


«Tanti scelgono il pensionamento anticipato perché il nostro carico di lavoro è diventato insostenibile, siamo in servizio 14 ore al giorno - dice Giuseppe Pace, segretario provinciale della Federazione dei medici di medicina generale - purtroppo la nostra professione ha molta meno attrattiva rispetto al passato. Non c’è più la vocazione, e i giovani scelgono altre strade. E inoltre il contratto collettivo è scaduto nel 2005: i medici di famiglia guadagnano anche poco, a differenza di ciò che pensano le persone».

A livello generale, la provincia di Pistoia ancora regge: in servizio ci sono 188 medici. Di questi, 60 operano su Pistoia, con una platea di 77.000 pazienti (1.283 a testa) e bacino potenziale di 90.000 over 14. «La situazione è ad oggi complessivamente buona», afferma Mannelli. Il quadro è destinato a peggiorare con l’esodo dei pensionati. La provincia è suddivisa in otto ambiti (Aggregazioni funzionali territoriali, in gergo Asl). A Pistoia città ce ne sono due (con 60 medici); poi Agliana-Montale (20 dottori); Quarrata-Serravalle (21); Montagna Pistoiese (10). In Valdinievole: l’ambito Pescia-Chiesina Uzzanese-Buggiano-Uzzano (22 medici); Montecatini-Massa e Cozzile-Ponte Buggianese-Pieve a Nievole (33); Monsummano-Larciano-Lamporecchio (22 i dottori in servizio).

Se in Montagna Pistoiese (Abetone Cutigliano, San Marcello Piteglio, Sambuca e Marliana) la situazione è oggi sostenibile (anche se nel triennio sono previsti quattro pensionamenti), lo scenario che fa penare l’Asl è quello che si è verificato a Quarrata. «L’Asl ha alcune strade da percorrere per ripristinare l’equilibrio dell’organico, anche se per ora non hanno avuto grande successo - riprende Mannelli - come prima cosa facciamo un bando a tempo indeterminato per gli incarichi di medicina generale, segue poi un bando a tempo determinato che può essere appetibile per coloro che non vogliono impegnarsi troppo a lungo. Se questi due tentativi vanno a vuoto, apriamo il reclutamento a qualunque medico, anche senza specializzazione in medicina generale, o ai giovani abilitati alla professione iscritti al corso di specializzazione. Ultima strada è quella di alzare ancora il massimale di ogni dottore in servizio».

Tutti questi tentativi, negli ultimi anni, sono andati quasi sempre a vuoto. Per questo l’organico si è ridotto e la coperta è sempre più corta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA