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Pistoia piange la scomparsa di Mina: «Addio piccola guerriera, veglia su di noi»

La famiglia si era trasferita da poco da Prato. Per aiutare la bimba di tre anni, colpita da un tumore, si era mobilitato tutto il paese

PISTOIA. La ricorderanno per il suo sorriso, per il suo coraggio. Per il piccolo pollice alzato in segno di vittoria. Non ha vinto, ma ha combattuto. Il cuore di Mina ha cessato di battere nella mattina di domenica 16 gennaio alle 11, all’ospedale di Siena, dov’era ricoverata da circa una settimana perché quella neoplasia con cui aveva combattuto per mesi si era purtroppo ripresentata.

La notizia della scomparsa della piccola, la cui famiglia ha vissuto a lungo a Prato e si era trasferita recentemente a Candeglia, si è diffusa presto in paese. Era stato il comitato delle mamme della scuola, appresa la notizia del male che aveva colpito la bimba, a pensare al modo in cui poter aiutare la famiglia. Economicamente, per gli spostamenti e i pernottamenti in altre città dove la bimba doveva sottoporsi a cure, e nella gestione delle cose quotidiane.


Ne era nata una catena di solidarietà che aveva coinvolto prima l’associazione “Mirko 11 onlus” di San Felice, e poi l’associazione “Ridere per ricominciare”, il cui presidente, Filippo Fontana, gestisce un bar proprio a Candeglia. È stato Fontana a dare - nella mattina di domenica 16 gennaio - la notizia della scomparsa di Mina attraverso il profilo Facebook dell’associazione: «La nostra guerriera ha smesso di combattere e non ci sarà più occasione di una foto con il pollice all’insù come ci aveva abituato nelle sue battaglie. Una giovane vita, quasi 3 anni e il destino molto crudele con lei e la sua famiglia. Ultimamente la vedevo spesso ed era sempre sorridente e scherzosa, mi chiamava Filippo e ballava con me in negozio, una simpatia unica. Sono straziato da questa notizia. Ciao piccola Mina, adesso non soffrirai più».

Non vivevano da molto tempo a Candeglia Rita e Kamal, i genitori di Mina, ma il paese era stato toccato dalla lotta che la famiglia si era trovata improvvisamente a sostenere. «C’è stato un passaparola tra le mamme che – racconta Fontana – ha coinvolto prima l’associazione “Mirko 11 onlus” e poi noi in raccolte fondi per aiutarli a sostenere le spese dei trasferimenti. La signora Rita era sempre in ospedale con la bimba. Qualche volta poteva esserci bisogno di aiuto per accudire l’altra figlia».

Hanno aderito via via praticamente tutti i negozi del paese – dall’edicola alla mesticheria, dalla farmacia alla parrucchiera – e in diversi hanno risposto all’invito delle associazioni tramite i canali social.

Nel frattempo Mina combatteva la sua battaglia contro il male, e a un certo punto sembrava anche averlo vinto: «La mamma – ricorda Fontana – aveva scritto alcuni mesi fa che il tumore sembrava sconfitto. Sapevamo tutti che poteva ripresentarsi, ma speravamo di no. Quando Mina entrava nel mio bar mi chiamava per nome con una bella voce squillante, pronunciandolo in maniera nitida. Era sveglia, e bastava poco per farla contenta. Anche un sacchetto di patatine».

«La signora Rita – conclude il presidente dell’associazione “Ridere per ricominciare” – ringrazia tutte le persone che sono state vicine alla famiglia in questi mesi». A Candeglia si sta intanto pensando a una veglia di preghiera.

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