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Pistoia, geriatra sospesa dal lavoro: «Ma sono allergica e non posso vaccinarmi»

La dottoressa nella sua abitazione

A raccontare la storia, in uno sfogo di pianto liberatorio, è una dottoressa di 63 anni

PISTOIA. Durante la prima gravissima ondata di Covid, nella primavera del 2020, è stata tra i primi medici a prestare servizio sulle autocovid, garantendo cure domiciliari ai pazienti infettati. Prima ancora che fossero attivate le Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale.

Poi, a distanza di un anno, il contagio da Covid e la guarigione, che le ha lasciato importanti tracce di anticorpi contro il virus. Gli IgG (anticorpi anti proteina Spike). E dunque una buon immunità. Oggi, però, poiché non vaccinata - non perché no-vax, ma perché a rischio di reazione allergica - è stata sospesa dall’attività medica, come previsto dal decreto ministeriale che ha posto l’obbligo vaccinale per tutti i sanitari. Un obbligo che, in ogni caso, non ammette deroghe.


A raccontare la storia, in uno sfogo di pianto liberatorio, è la dottoressa Monica Lippi, 63 anni, specializzata in geriatria. E da quasi due anni in prima linea contro il Covid. Dai primi di gennaio, la dottoressa Lippi è a casa sospesa dall’attività sanitaria, proprio perché non vaccinata. Un vaccino a cui - è la stessa dottoressa a ribadirlo più volte - non si è sottoposta per timore di gravi reazioni.

Proprio come quella che, quando aveva 22 anni, la colpì duramente dopo la somministrazione del vaccino contro l’epatite. Una reazione che le provocò gravi e perduranti problemi. Eppure, nessuno le ha firmato l’esenzione dal vaccino. L’unico strumento che le permetterebbe di tornare a prestare la propria attività sanitaria. «Sono davvero molto dispiaciuta di non poter aiutare tutti quei pazienti che mi stanno telefonando chiedendomi visite domiciliari, poiché affetti dal Covid. I miei pazienti sono anche molto anziani e il pensiero di non poterli assistere per me è davvero tremendo».

«Purtroppo – prosegue nel racconto la dottoressa Lippi – sono stata sospesa dall’attività perché non vaccinata, nonostante mi sia rivolta a numerosi medici spiegando la mia situazione e gli episodi pregressi di reazioni allergiche. Inoltre, solo pochi giorni fa ho effettuato un test sierologico che attesta la presenza di una quantità notevole di IgG, gli anticorpi anti proteina Spike. Quindi, considerando che ho contratto il covid ad aprile 2021, questo significa che il successivo incontro con il virus, che evidentemente ho avuto in almeno un'altra occasione, non ha fatto altro che potenziare il mio apparato immunitario».

Ora, dunque, la geriatra chiede che qualcuno prenda in carico la sua situazione e provi a trovare una soluzione. «Mi pare assurdo che nella situazione attuale, con questo numero altissimo di contagi, io che potrei benissimo assistere i pazienti Covid, visti i miei anticorpi, sia costretta a stare a casa. Peraltro, nella mia stessa situazione ci sono almeno altri due colleghi sul territorio. Pensare che potremmo aiutare, ma non ce lo permettono è davvero un dolore immenso. Spero che si possa trovare una soluzione. Io sono pronta a tornare a dare il mio supporto». E con lei le decine di operatori socio sanitari - medici, infermieri, oss - che nel corso dell’ultimo mese sono stati sospesi perché ancora senza terza dose.

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