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Stangate in arrivo con il canone unico In provincia i bollettini sono ottomila

Nell’immagine, un passo carrabile, per il quale adesso i contribuenti sono chiamati a pagare il canone unico patrimoniale.

La protesta di alcuni contribuenti: «Ci chiedono di pagare per accessi che non erano mai stati presi in considerazione»


PISTOIA. Stanno arrivando nelle case di molti contribuenti pistoiesi le cartelle di pagamento della Provincia per il canone unico patrimoniale, nuovo nome che raggruppa alcuni tributi, il principale dei quali è la vecchia Cosap, ovvero il canone per l’occupazione del suolo pubblico. Quello che si deve pagare per gli accessi carrabili o pedonali sulle strade, in questo caso quelle provinciali.

A parte il nuovo nome, i bollettini riportano spesso cifre da capogiro. In tutta la provincia di Pistoia sono circa ottomila gli utenti interessati al pagamento. E dato il tenore delle cifre richieste, le proteste sono subito incominciate.

A volte si tratta di cifre raddoppiate rispetto al passato. Altre volte anche di pagamenti che, in passato, non erano mai stati richiesti. «Alcuni giorni fa a mio nome – spiega Roberto Filoni, di Tafoni – è arrivata una cartella da pagare di 765 euro, perché dalla mia abitazione parte un passaggio che dà sulla provinciale 18, la Lizzanese. Improvvisamente stanno arrivando queste richieste di pagamento e la cosa ancora più strana è che ne è arrivata una sola a nome mio».

Sì, perché il passaggio in questione è utilizzato da molte altre persone che hanno abitazioni che si affacciano sulla stessa stradella. Ed in questo caso capita che un solo utente riceva la cartella per conto anche degli altri, dovendosi così sobbarcare il compito di fare da esattore per i vicini.

«Dovrei essere io – aggiunge Filoni – che mi devo preoccupare di dividere il totale tra le persone interessate all'utilizzo. Ma vi sembra normale? E se con il vicino ci fossero stati degli screzi? Inoltre, ad esempio nel mio caso, uno degli interessati abita in Svizzera».

Filoni ha cercato di avere ulteriori informazioni, ma anche qui ci sono problemi. «Sulla bolletta c'è anche un numero di telefono per chiamare l'ente, ma ancora non sono riuscito a parlare con nessuno».

Di bollette, infatti, ne stanno arrivando molte, e soprattutto nei paesi della montagna, dove ci sono le strade provinciali più importanti, l’argomento è all’ordine del giorno.

«Negli ultimi anni non ho mai pagato nulla di questo genere – spiega Fabiano Fini di San Marcello – Adesso invece mi sono arrivate tre cartelle. Una di circa 800 euro relativa a accessi dell'abitazione o simili. Una di 270 euro per una proprietà che ha l'accesso sulla Provinciale tra San Marcello e Gavinana ed una terza di 400 euro relativa ad un laboratorio che mi risulta si affacci su una strada comunale. Anche questo aspetto andrà chiarito. I miei accessi sono sulla provinciale Lizzanese. Mi sembra che queste cartelle di pagamento stiano arrivando anche in un momento poco favorevole per l'economia vista la crisi che c'è, e gli importi sono notevoli».

Una cifra più contenuta ma ugualmente poco gradita è arrivata a Claudio Baldi di Prunetta. «Come a molti altri amici – racconta Baldi – anche io ho ricevuto una delle cartelle di cui in questi giorni si fa un gran parlare. Nel mio caso devo pagare 114 euro per un accesso pedonale che ho sulla Mammianese. Sinceramente è dal 1998 che abito qui e non ho mai pagato niente di simile».

Di tutto questo malumore è a conoscenza anche il presidente della Provincia Luca Marmo, che annuncia come imminente la pubblicazione di una nota stampa per fare chiarezza. «Sono a conoscenza di questo disagio – afferma Marmo – e per dare risposte ai primi dubbi, per non intasare il numero telefonico, suggerisco di andare sulla home page del sito della Provincia, alla voce Canone Unico Patrimoniale. Una volta aperta questa finestra, va inserito il codice riportato nella cartella di pagamento, per vedere nel dettaglio la situazione personale di ciascun contribuente».

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