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Una pioggia di soldi per la rinascita del quartiere San Lorenzo: i progetti, i tempi e i finanziamenti

Una veduta aerea della città di Pistoia

Sono due i piani già pronti tra quelli finanziati dal ministero dell’Interno con 20 milioni tratti dai fondi Pnrr

PISTOIA. Il recupero della scuola elementare Frosini, il nuovo polo asilo nido-scuola materna al Melograno e la messa in sicurezza di una porzione del tetto del convento di San Lorenzo saranno i primi interventi a partire, tra quelli finanziati con 20 milioni di euro dal ministero dell’interno per il bando sulla rigenerazione urbana (fondi Pnrr). Rimettere in sesto dal punto di vista sismico, energetico e funzionale la scuola Frosini costerà 4,6 milioni. L’intervento sul Melograno comporta invece una spesa di 1,6 milioni. Quello sulla parte di tetto del convento di San Lorenzo solo 250mila euro: un intervento piccolo ma particolarmente urgente, perché lo stato della copertura mette a rischio una proprietà privata confinante. In tutto 6,4 milioni di interventi che entro breve potranno essere messi a gara. L’avanguardia del maxi-progetto, del cui finanziamento “Il Tirreno” aveva parlato domenica 9 e che giovedì 13 gennaio il sindaco Tomasi e gli assessori Cialdi, Bartolomei, Frosini e Semplici hanno presentato alla città.

«Venti milioni che serviranno a cambiare il volto di questo quartiere, su cui da decenni non venivano spese risorse» ha sottolineato il sindaco. Che ha anche messo in rilievo come proprio la rinascita degli edifici scolastici sia il cuore del recupero dell’area di San Lorenzo. La scuola Frosini fu chiusa nel 2017 dopo l’esito negativo delle verifiche statiche e sismiche, con uno dei primissimi atti dell’allora neo-sindaco. É quindi un po’ un simbolo dell’attenzione che la giunta ha rivolto alla messa in sicurezza delle scuole pistoiesi.


L’altro pilastro del piano è sicuramente il recupero dell’ex convento di San Lorenzo, con i due chiostri e gli edifici circostanti. Costerà 8,7 milioni di euro. E qui, oltre a preparare i progetti esecutivi, ci sarà anche da decidere come riempire i grandi spazi che verranno recuperati. «Ora come ora – ha detto Tomasi – non sarebbe serio buttare lì un’idea. Ne parleremo in Comune, in rapporto anche con la Sovrintendenza, poi avvieremo un percorso partecipato con la città. Chiaro che dovranno essere privilegiate funzioni pubbliche, che negli anni scorsi, prima tra tutti l’ospedale, sono state spostate verso sud, determinando la desertificazione del quartiere. Ma ora, finalmente, siamo in grado di definire un piano delle funzioni».

Senza una particolare destinazione, al momento, anche Villa Benti, l’ex sede dell’assessorato comunale alla sicurezza sociale, inutilizzata dal 2016 e mai venduta, nonostante gli svariati tentativi. Ora ci sono 1,6 milioni per risistemarla. Forse – ma è solo una vecchia idea – potrebbe diventare un ostello per pellegrini. Infine c’è il progetto da 2,7 milioni per migliorare i collegamenti. Nuovi tratti di piste ciclabili, che si collegheranno a quelli già esistenti o da realizzare, ma anche il rifacimento di lastricati e di marciapiedi.

I tempi: detto che tutto dovrà essere completato entro il marzo 2026, il termine ultimo per affidare i lavori sarà il 30 giugno 2023 (e non il 30 settembre 2022, come erroneamente riportato domenica).

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