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La Fondazione Maic contro Regione e Asl: «Non manderemo via i nostri anziani»

Pistoia, annunciata la collocazione in Rsa per 17 ospiti di oltre 65 anni. Ma per il presidente Luigi Bardelli è «disumano»

PISTOIA. Li chiama «ragazzi», come se stesse parlando di adolescenti. Invece Luigi Bardelli si riferisce a 17 persone di oltre 65 anni, disabili, finora assistite dalla Fondazione Maria Assunta in Cielo (o Maic, l’ex Aias di Pistoia). Ma che – secondo le indicazioni della Regione – dovrebbero essere collocate in residenze sanitarie assistenziali, nel quadro di una razionalizzazione complessiva dell’assistenza. Una prospettiva che fa infuriare Bardelli. «Una scelta inumana», dice. E su Facebook ha firmato un post che è una vera dichiarazione di guerra contro Asl e Regione. «Non vi rendete conto di quello che state facendo – ha scritto – non sapete con quanto sacrificio di tutti abbiamo costruito una struttura all'avanguardia da tanti punti di vista, che non conoscete, che non avete visitato nemmeno una volta».

Nelle strutture dell’ex Aias (che assistono, bene ricordarlo, circa 2.200 persone), i “ragazzi” hanno vissuto una vita intera, accolti come se fossero in una grande famiglia. Strapparli a questo ambiente sarebbe un trauma fortissimo. Un timore esagerato, quello di Bardelli? «Quelle righe – racconta – le ho scritte di getto, ero molto arrabbiato, perché era arrivata la notizia che uno dei nostri assistiti storici, Leonetto, che prima di Natale era stato spostato dalla Regione in una Rsa della provincia, era purtroppo deceduto. È stato un dolore per tutti ed è inaccettabile questo modo burocratico di procedere».


Bardelli spiega che la Maic aveva fatto una controproposta alla Regione, nel caso che il problema fosse quello di ridurre la spesa complessiva. «Abbiamo detto che quei 17 li avremmo assistiti noi con prestazioni del tutto simili ad una Rsa, chiedendo alla Regione la stessa somma. Ma dopo un’iniziale interesse, lo spostamento è stato riproposto».

Nel post su Facebook, Bardelli annunciava manifestazioni di protesta pubbliche, fino a portare ospiti della Maic e operatori negli uffici della Regione. «Perderete – si legge – siatene certi, perché avete a che fare con una struttura nella quale non circola un euro per coloro che la dirigono, perché è nata senza scopo di lucro e da oltre sessant’anni continua così... Perderete, perché ve la state prendendo con gli ultimi... con i più deboli. Ma vi accorgerete che sono i più forti».

Dopo lo sfogo via web, Bardelli racconta di aver ricevuto una telefonata dalla Società della salute di Pistoia, con l’invito ad approfondire l’ipotesi di lasciare alla Maic i 17 ospiti. «È in corso – spiega al telefono – una riunione tecnica per studiare la fattibilità della cosa».

Questo non significa che la Fondazione Maic, con i suoi 130 dipendenti una delle strutture assistenziali più grandi della Toscana, non abbia altri problemi. E anche in questo caso Bardelli chiama in causa la Regione. Ci sono i ritardi nell’erogazione dei fondi previsti dalle convenzioni, ci sono 75mila euro di ristori promessi e non ancora arrivati. «Per il 2021 siamo arrivati a chiudere il bilancio, ma d’ora in poi la situazione si fa drammatica» ammette.

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