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Pistoia, i pazienti del dottor no-vax: «Giusto che l’Asl controlli se siamo davvero vaccinati»

Il dottor Federico Calvani fa il suo ingresso in tribunale per l’interrogatorio dei giorni scorsi davanti ai pm e al Gip

Continuano al Pacini i test di verifica su 134 persone assistite da Federico Calvani: «Se non ci chiamavano avremmo controllato da soli»

SAN MARCELLO. In cuor loro credono che il dottor Federico Calvani abbia veramente somministrato il vaccino anti-Covid, ma una precauzione in più l'hanno messa in atto volentieri. Così anche ieri mattina, dopo la prima giornata di lunedì, sono stati diversi i pazienti del medico no-vax che si sono sottoposti al test sierologico offerto loro dall’Asl per verificare se la vaccinazione sia avvenuta veramente. Calvani, infatti, è agli arresti domiciliari con l’accusa di aver certificato, su richiesta, decine di vaccinazioni in realtà mai eseguite, spinto dalla convinzione che il vaccino anti-Covid sia inutile se non, in certi casi, addirittura dannoso.

E così l'azienda sanitaria ha invitato a presentarsi, senza obbligo, 134 pazienti del dottor Calvani, 20 al giorno, per verificare l’effettiva copertura vaccinale. Sono gli assistiti che risultano vaccinati dal novembre scorso (risalire più indietro nel tempo non darebbe risultati attendibili. I test vengono fatti all’ospedale Pacini di San Marcello, nell'ala degli ambulatori di medicina generale.


«Ci sono rimasta male – spiega una paziente – di questo comportamento assunto dal medico. Non mi sembra ancora possibile. Con Calvani ho fatto il ciclo completo e sinceramente credo di aver ricevuto i vaccini in maniera corretta, quindi nessun timore del contrario. Però voglio state tranquilla, quindi mi sono presentata».

«Ritengo che l'azienda sanitaria – aggiunge un uomo – abbia fatto bene ad assumere questa iniziativa e mi sono presentato volentieri. Con il dottor Calvani ho fatto solo la terza dose, perché le prime due le ho prese a Pistoia, ma non mi andava di tornare in città e quindi mi sono rivolto a lui. Timori che sia un vaccino fasullo non li ho, ma per precauzione ho preferito sottopormi a questa ulteriore prova del nove. Personalmente non ammetto che un medico abbia potuto agire così come si è letto».

Ma ci sono anche casi in cui i pazienti, se non avessero avuto questa opportunità offerta dall'azienda sanitaria, avrebbe comunque, in maniera autonoma, fatto un controllo. «Noi – spiega una coppia – avremmo fatto lo stesso una verifica, perché vogliamo essere sicuri di essere coperti. Volevamo stare tranquilli, quindi, e visto che l'Asl ha fatto questa iniziativa ci siamo presentati volentieri. Certo che non sarebbe dovuto succedere una cosa come questa, perché un conto sono le idee ed un altro agire così».

Secondo i calcoli dell'azienda sanitaria i test sierologici dovrebbero concludersi entro una settimana. Ricordiamo che l'Asl contatterà direttamente i 134 pazienti scelti per l'esame ma non vi è obbligo da parte degli stessi di dare la propria disponibilità.

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