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Anas, Provincia e Comune: a Pistoia il raccordo è “diviso” in tre

Gli incolonnamenti di auto su via Battisti (ponte dell’Arca)

Diverse le competenze su tangenziale ovest, via Guicciardini e tangenziale est. Vuol dire difficoltà nel programmare gli interventi. «Una anomalia enorme»

PISTOIA. Una questione di competenze. Spesso è di fronte a simili ostacoli che si infrangono i sogni di gloria, sempre che ci siano, da qualche parte nei cassetti. Troppe mani tengono i fili della più importante viabilità cittadina, quella che circonda l’area urbana di Pistoia.

C’è per esempio l’Anas (gruppo Ferrovie dello Stato) che ha la proprietà, la competenza e la gestione del raccordo di Pistoia, ovvero la tangenziale ovest che passa di fronte allo svincolo autostradale, porta all’uscita per la Valdinievole e per la montagna, inerpicandosi per i colli cambiando nome, da una parte la Modenese e la statale del Brennero, dall’altra la Porrettana. Poi c’è la Provincia di Pistoia, che con somma fatica (vedi la vicenda della messa in sicurezza delle barriere laterali sopra via Sestini, prorogata a più riprese e poi realizzata dopo una lunga attesa) gestisce la tangenziale est, che dalla rotatoria sulla Nuova Pratese (qui la competenza torna ad Anas) conduce verso il centro commerciale Panorama e il quartiere delle Fornaci, e poi lì si interrompe, in assenza di una continuazione diretta verso il versante ovest della città.


In mezzo, resiste a baluardo il Comune di Pistoia, che ha nel suo patrimonio viario via Guicciardini e via Berni, le strade più percorse della città (3.000 veicoli ogni ora) che rappresentano il naturale collegamento tra il raccordo (di Anas) e la tangenziale est (della Provincia), e lo si nota proprio dal traffico che mai si interrompe. Un tratto di 700 metri che porta beghe al municipio e costa bei soldi: 90.000 euro la spesa per la sistemazione dell’asfalto malmesso, col cantiere che si è aperto lunedì pomeriggio e manda il traffico in tilt (dovrebbe chiudersi sabato sera). Parecchio marasma in tema di viabilità, insomma.

Ed è per questo che l’assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei, ha detto in pratica a Il Tirreno che di via Guicciadini e di via Berni vorrebbe disfarsene. Chiamando in causa proprio Anas. «Rappresentano una anomalia enorme», ha sottolineato Bartolomei. Che prosegue nel ragionamento: «Via Guicciardini e via Berni sono considerate strade urbane pur essendo parte della circonvallazione, e dovrebbero essere in carico ad Anas per la gestione e la manutenzione ordinaria e straordinaria. Invece tocca al Comune. Stiamo lavorando per cercare di ottenere questo passaggio di competenze».

Si tratta di un bel daffare “convincere” l’Azienda nazionale autonoma delle strade ad occuparsi pure dei 700 metri di strada in questa settimana al centro dei pensieri degli automobilisti, con mezzi all’opera, senso unico in direzione est ed evidenti ripercussioni alla circolazione. Finirà poi che via Guicciardini avrà il nuovo asfalto, mentre il raccordo manterrà quello vecchio, e in alcuni punti non è messo così bene. Troppe teste sulla viabilità significa difficoltà nella programmazione degli interventi, apertura dei cantieri in tempi diversi, differente usura del manto stradale. Qui buono, qui sconnesso. E soprattutto significa non considerare la circonvallazione, dal principio alla fine, come un “disegno” organico sulla cartina, ma diviso in diversi “pezzi”. Eppure, nei fatti, è la stessa strada.

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