Venti milioni per il nuovo San Lorenzo. Sì del governo ai progetti del Comune di Pistoia

Villa Benti, ex sede di uffici comunali, attualmente chiusa (foto Gori)

Assegnati i finanziamenti richiesti a giugno per ristrutturare chiostro e convento, Villa Benti, la piazza e la scuola Frosini


PISTOIA. Bersaglio centrato: i venti milioni e rotti richiesti al governo dal Comune di Pistoia per gli interventi di rigenerazione urbana sono pronti ad essere erogati. Ad assicurarlo è il testo del decreto che il Ministero dell’interno ha licenziato il 30 dicembre scorso, comprensivo dei progetti ammessi e finanziati. E Pistoia figura con tutte e sei le richieste avanzate il 3 giugno, subito dopo l’approvazione della conseguente variazione di bilancio del 30 maggio scorso, per un totale di 20,5 milioni di euro. Che è il finanziamento di maggiori dimensioni giunto finora in città tra quelli che dipendono dal Piano nazionale di resistenza e resilienza, il Pnrr. Complessivamente, il bando distribuisce 3,4 miliardi suddivisi in 1.784 opere ammesse e finanziate.

Gli interventi di Pistoia riguardano tutti il comparto di San Lorenzo. Il più costoso (8,7 milioni) è la riqualificazione del chiostro e del convento, ivi compreso il malco ncio oratorio di Sant’Ansano, che sorge alle spalle del complesso. Poco oltre i 4 milioni di euro costerà la ristrutturazione edilizia della scuola Frosini, chiusa ormai dal giugno 2017, con uno dei primi provvedimenti della giunta Tomasi. Per migliorare i collegamenti tra il comparto di San Lorenzo e la stazione ferroviaria, con piste ciclabili e percorsi pedonali protetti, si prevede di spendere 2,7 milioni. C’è poi il progetto che pre vede la ristrutturazione e riqualificazione di Villa Benti, l’elegante palazzina, sempre in piazza San Lorenzo, che fino al 2016 ospitava l’assessorato alla sicurezza sociale e che da allora è stata abbandonata, con diversi tentativi a vuoto di cederla ad un investitore. Infine, 1,1 milioni dovranno servire alla riqualificazione complessiva di piazza San Lorenzo, oggi uno spazio urbano senza particolare pregio. In realtà i progetti inseriti nell’elenco ministeriale sono sei: l’ultimo è il recupero della scuola Il Melograno, per il quale il Comune aveva chiesto (a differenza degli altri cinque interventi) solo un cofinanziamento da 824.000 euro su un progetto (già allo stadio esecutivo) che vale in tutto 1,5 milioni.

Da ricordare: come aveva spiegato la giunta Tomasi, il recupero di San Lorenzo non era forse la prima priorità per la città, ma per rispondere positivamente al bando occorreva avere progetti a buon punto di preparazione e immobili di proprietà comunale. Non a caso, l’intervento più importante nell’area, cioè il recupero e la riapertura della grande chiesa, non sono compresi nei progetti presentati, essendoci di mezzo la proprietà statale dell’immobile.

E ora? I soldi ci sono, ma ci sarà da lavorare sodo per gli uffici comunali. Il decreto del 30 dicembre, infatti, ribadisce la scadenza del 30 settembre prossimo come termine per l’affidamento dei lavori . Un passaggio intermedio ci sarà il 31 marzo 2024, quando al Comune verrà chiesto di dimostrare di aver realizzato almeno il 30 per cento delle opere previste. Scadenza finale, il 31 marzo 2026, termine ultimo per lo stesso Pnrr.

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