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Non trova operai e lui assume tre giovani migranti di don Biancalani

Agron Marco Kekani insieme a uno dei giovani da lui assunti

Pistoia, il titolare della ditta: «Mi rispondevano che è troppo faticoso montare i ponteggi e che preferivano il reddito di cittadinanza, inaccettabile»

PISTOIA. Il lavoro, almeno in quel settore, c’è, e in abbondanza. Complici i bonus del governo, come quelli per le ristrutturazioni e l’efficentamento energetico. A mancare, però, sono le persone che vogliano farlo, perché lavorare per un’impresa di montaggio e smontaggio di ponteggi è piuttosto faticoso. Con alcune eccezioni, però, come nel caso di tre giovani migranti provenienti dall’Africa e accolti da don Massimo Biancalani all’interno della parrocchia di Vicofaro: di fronte a quell’offerta di lavoro, non se lo sono fatti ripetere due volte.

Protagonista di questa storia è Agron Marco Kekani, imprenditore di origine albanese, che a Pistoia ha costruito dal nulla la sua attività nel settore edilizio, avviandola nel 2004, quando era ancora solo un ragazzo. Kekani, che ha già undici dipendenti (nove impegnati sui ponteggi e due in ufficio) nella sua azienda “Ponteggi Marco K”, conosciuta in tutta la provincia e anche ben oltre, da mesi è alla ricerca di forze nuove per la sua attività, senza però trovarne.


«Con questi incentivi dello Stato – spiega l’imprenditore – siamo stati assaliti di lavoro. Da tanto tempo sono alla ricerca di nuovo personale che supporti i miei operai, ma è molto difficile trovare persone disposte a fare questo lavoro. Mi è capitato di sentirmi dire che preferiscono prendere il reddito di cittadinanza oppure la disoccupazione. Frasi inaccettabili. Certo, lavorare sui ponteggi è faticoso, lo so bene. Ma si guadagna piuttosto bene e di lavoro ce n’è tanto».

Nonostante le prolungate ricerche, però, Kekani non ha trovato nessuno, fino al giorno in cui non ha incontrato Giovanni Cicco, imprenditore edile, che è anche amico di don Massimo Biancalani. Un incontro durante il quale gli ha raccontato le sue difficoltà a trovare operai, e che si è rivelato quanto mai propizio, visto che proprio tra i tanti giovani accolti a Vicofaro, tre di loro hanno subito accettato di lavorare per Kekani.

«Sono con me da circa un mese – prosegue Kekani – Sono giovani in gamba e li vedo motivati per questo lavoro. Mi fa piacere averli assunti, perché li aiuta anche nell’integrazione. Io so bene cosa significa arrivare in un paese molto giovane e non conoscere nessuno. È ancora più difficile che per gli altri».

Quel che è certo, è che, dopo questa prima prova, Kekani è pronto a prendere nuovi ragazzi già a partire da gennaio.

«Con l’anno nuovo – conclude – credo proprio che assumerò altre due persone. Lo ripeto, il lavoro c’è, per chi è disposto a fare anche questo. E sia chiaro, poiché mi sono anche sentito fare accuse false: io assumo tutti con contratti in regola e nel rispetto delle normative sulla sicurezza. Lavoro da quasi vent’anni in questo settore e nella mia azienda si lavora solo nel rispetto delle regole, com’è giusto che sia».

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