La strada è chiusa per lavori e i commercianti chiedono 5.000 euro di danni

Via Roma a San Marcello

Pistoia: a San Marcello i negozianti sono esasperati e ironizzano: «Ci facciamo un the per ingannare il tempo. Qui non passa nessuno»

San Marcello. I commercianti di via Roma a San Marcello sono sul piede di guerra contro il Comune e stanno per protocollare un documento in cui richiedono un risarcimento forfettario di 5mila euro per un danno economico, a detta degli stessi, subito.

La croce della disperazione è il proseguimento dei lavori della nuova pavimentazione, che porterà a termine il secondo stralcio del lavoro complessivo iniziato alcuni mesi fa, ma che combacia perfettamente con le festività natalizie. Questo ha comportato che, siccome una parte della strada non è accessibile né ai veicoli, né ai pedoni (è stato aperto un piccolo varco solo due giorni fa nda), i negozianti non hanno potuto lavorare a pieno regime, registrando mancati incassi. Nessuno di loro si lamenta per i lavori da eseguire-che andavano fatti e che abbelliscono la strada-, né tanto meno si lamentano della ditta, che sta lavorando bene e veloce. L'accusa che lanciano contro l'amministrazione è la tempistica dell'inizio cantiere.


Avevano indicato dopo l'8 settembre per non intaccare le feste natalizie, ed invece tutto è andato storto. E per due anni consecutivi i commercianti di Via Roma si stanno leccando le dita. «Quello che ci fa rabbia – spiegano Davide ed il padre Fabio Magrini – è che eravamo stati chiari sulla tempistica. Iniziare, giorno più giorno meno, dopo Santa Celestina per non intaccare le feste di Natale. Il Comune lo sapeva ed eravamo rimasti d'accordo così. Dopo tutto veniamo fuori dal Natale compromesso dello scorso anno a causa del Covid e dell'inizio della prima parte dell'intervento. Questo vuol dire non avere rispetto per chi lavora, per coloro che devono tirare fuori degli stipendi. Questo gioco ci sta costando almeno il 30% di perdita economica».

«Mi sto facendo un the – ironizza Sabrina Forgione – per ingannare il tempo. Da stamani ho visto solo due persone. Meno male che alcuni mi fanno gli ordini al telefono». «Non è questione di salvare il Natale – spiega Francesca Cocchi – perché il guadagno sta anche nell'acquisto di tutto ciò che è preparativo al Natale. Quindi abbiamo deciso di scrivere una lettera al Comune chiedendo un risarcimento». Un ristoro forfettario di 5mila euro.

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