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Decine di camere e 40 ettari di terreno. I ricchissimi si contendono la villa pistoiese da 17 milioni di euro

Villa Philipson, fatta costruire nel 1893 dall’ingegner Edoardo Philipson in stile tardo rinascimentale

Villa Philipson a Vaioni, conosciuta anche come “Le fontane”, è in vendita da due anni. Sotheby’s: due trattative in corso

PISTOIA. Trentacinque camere, 16 bagni, tutt’intorno 40 ettari e mezzo di terreno destinati a parco, oliveta e bosco ceduo. Lungo il viale del parco una piscina di 80 metri alimentata da acque sorgive, e sotto il viale d’ingresso un terreno pianeggiante che veniva usato come campo sportivo. Tuttora praticabile come campo da tennis.

Un sogno, un sogno che pochi ricchissimi, interessati a una dimora storica in Toscana, a due passi da Firenze, Lucca e Pisa, si stanno contendendo da due anni. Appollaiata sulla collina di Vaioni, villa Philipson gode di una splendida veduta sulla piana di Pistoia, ma in realtà dalla città si fatica a notarla. Molto più evidenti, sul profilo collinare, si stagliano le ville Sbertoli, un tempo sede manicomiale e oggi abbandonate a se stesse. Villa Philipson sta un passo indietro, ma la sua spettacolare facciata, una volta che la si inquadri, rimane scolpita negli occhi.


Della vendita de “Le fontane”, voluta e fatta costruire sul finire dell’800 dall’ingegnere anglo-italiano Edoardo Philipson, si sta occupando Italy Sotheby’s international realty. La dimora non è disabitata, viene utilizzata abitualmente dal proprietario (di cui Sotheby’s tace per motivi di privacy il nome) e dalla famiglia nel periodo estivo, ma si cerca un acquirente. Nelle ultime settimane si sono fatti avanti nuovi potenziali acquirenti: Sotheby’s cita «un possibile acquirente dall’Unione europea e uno dalla Russia». Una delle due trattative è in fase più avanzata. Che finisca in mani inglese, tedesche o russe a villa Philipson non si parlerà italiano. I ricchissimi del Bel Paese non si stanno contendendo questa dimora semisconosciuta ma bellissima, localizzata in posizione strategica nel cuore della Toscana.

Villa Philipson fu realizzata nel 1893 su progetto dall’architetto fiorentino Riccardo Mazzanti, ma l’ispirazione fu quella dell’ingegner Edoardo, un personaggio davvero interessante. Figlio di Habram e di Elisa Luzzatti, facoltosa famiglia di banchieri stabilitasi a Firenze, nacque nel 1853. A 28 anni sposò a Parigi Jeanne Sophie rodriguez Pereira. E nonostante il gran mondo fiorentino fosse il suo ambiente scelse Pistoia – non badando a spese – per far costruire una villa magnifica e ricca di finiture artistiche, cancellate e ringhiere in ferro battuto, affreschi in stile Vasari. L’ingegnere voleva una villa “sullo stile della Rinascenza”, un sogno di pietra che mettesse insieme le comodità moderne e la magnificenza delle dimore di campagna dei Medici. Del resto era quello l’ideale estetito e umano a cui aspirava l’élite internazionale di allora: dai banchieri come Morgan e Rotschild, fino ai nobili come il marchese De la Mottilla o lord Drake. A Pistoia, in quell’ultimo decennio dell’XIX secolo, non mancavano certo gli artigiani capaci di trasformare il sogno in realtà, e a costruire “Le fontane” contribuirono nomi come Mariano Coppedè e Giuseppe Michelucci.

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